Pd, tempo di verità. Martina riunisce la segretaria, Sala invia un messaggio

Politica

Primo round nel Pd. Il segretario Maurizio Martina ha convocato per oggi all’ora di pranzo la riunione della segreteria (solo dopo la pausa) che avrà al centro sia i temi di attualità politica e parlamentare sia quelli interni.

Formalmente si tratta di mettere sul piatto la questione libica, con tutta l’instabilità che si porta dietro. Ci sono da definire anche gli ultimi dettagli dell’Assemblea dei circoli del Pd in programma il 9 settembre alla Festa nazionale dell’Unità di Ravenna e approfondire i contenuti del Forum programmatico che si terrà a fine ottobre a Milano. Sì, va bene, ma in molti pensano che parlerà anche di altro.

E’ chiaro, d’altronde sono due giorni che non si parla di altro: il cambio del nome del Pd e il nuovo segretario.

“Quella di Zingaretti può essere senz’altro una buona candidatura. In questo momento non credo che si debba ridurre il tema a una candidatura o all’uomo solo al comando “ ha fatto sapere il sindaco di Milano, Giuseppe Sala a margine della presentazione di Milano XL 2018, in merito alla situazione interna al Pd e ai vertici dem, facendo intravedere da che parte sta.

Il sindaco ha poi messo sul piatto la necessità di porsi delle domande: “Mi pare che anche Zingaretti sostenga la necessità di una collegialità e vedremo come svilupperà questa proposta. Io non sono un fan delle primarie, ma se bisogna farle, che si facciano in fretta”. Rimane indicativo il fatto che Sala non parteciperà alla manifestazione indetta dal segretario Maurizio Martina per il 29 settembre, aggiungendo che “ci sono tante occasioni di dibattito qui, preferisco portare il mio contributo qua”.

E’ il renziano Matteo Ricci, responsabile enti locali Pd, a porre però un freno ad alcune corse avanti di questi giorni e a chiarire il gioco a scacchi in corso: “Se facciamo un congresso sul passato, dove ci dividiamo tra renziani e anti-renziani, o tra Ds e Margherita, e dove magari si spacca il partito a metà e chi perde se ne va, non abbiamo capito l’importanza della posta in gioco”. Ovviamente per lui “Renzi è un leader e una grande risorsa del riformismo italiano: avrà in futuro altre chance”. Zingaretti? “E’ un ottimo amministratore e un politico molto capace, è stato il mio segretario della sinistra giovanile. Ma come gli ho già detto -ha aggiunto Ricci- sbaglia se si candida contro Renzi e sottovaluta le tante persone che hanno creduto nel progetto di cambiamento degli ultimi anni. Così come hanno sbagliato coloro che hanno attaccato frontalmente Nicola sui social. Dobbiamo rompere le correnti e rimescolare le energie. Credo che i sindaci e gli amministratori locali del Pd per gran parte la pensino come me e debbano essere protagonisti di questa fase di ripartenza”.

Infatti il problema sono gli elettori. 

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