Svezia, parla Molinari (Lega): “Noi non siamo di estrema destra”

Interviste

Elezioni politiche in Svezia. la tanto temuta avanzata dell’estrema destra non c’è stata nonostante il partito degli Svedesi Democratici di Jimmie Åkesson sia cresciuto rispetto al passato toccando quota 17,6%. Alla fine però a vincere sono stati i partiti tradizionali, Il Partito Socialdemocratico ha infatti ottenuto il 28,4 %, mentre il Partito Moderato è arrivato al 19,8%. Entrambi hanno perso voti e non hanno i numeri in parlamento per governare da soli. Abbiamo discusso dei risultati in Svezia con il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari al quale abbiamo anche chiesto notizie sullo stato di salute del governo e sui rapporti con il centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative.

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Come commenta i risultati in Svezia. L’estrema destra avanza ma non sfonda. Che significa?

“Guardi, evitiamo di commettere un errore. Non dobbiamo pensare che tutti quelli che si definiscono sovranisti in Europa alla fine siano come la Lega. Così come la Svezia non è l’Italia. La Lega non è affatto un partito di estrema destra come molti tentano di dipingerla. Quindi evito di fare paragoni”.

L’avanzata dell’estema destra non sta però a dimostrare che anche l’accogliente Svezia, per anni considerata un modello di integrazione per gli immigrati comincia a non poterne più?

“Certamente sì, e credo che il dato più sorprendente riguardi la forte affermazione della sinistra nei quartieri no go zone, dove gli immigrati con cittadinanza svedese sono la maggioranza, quasi la totalità in certi casi. Questo sicuramente non è un caso, e credo debba far riflettere anche in Italia dove la sinistra non a caso è in prima linea nel contrastare le politiche del governo, e del ministro Matteo Salvini, per fermare gli sbarchi e non far più arrivare clandestini sul nostro territorio. Poi ripeto, preferisco restare in Italia perché quello che avviene negli altri Paesi mi interessa fino ad un certo punto”.

Tornando all’Italia, la manovra economica sta entrando nel vivo. C’è chi evidenzia come si parli molto del reddito di cittadinanza mentre la flat tax della Lega rischia di restare al palo. E’ davvero così?

“Guardi, voglio essere molto chiaro. La Lega come priorità ha posto nella prossima Legge di Bilancio il superamento della Legge Fornero e l’introduzione della quota cento per ciò che riguarda il regime pensionistico. Questa condizione è per noi imprescindibile  per dare il via libera alla Manovra. Il M5S giustamente porta avanti quello che è il suo cavallo di battaglia, ossia il reddito di cittadinanza ma questo non significa che le nostre proposte non vadano avanti. La flat tax per esempio è sul tavolo, ma si sta studiando nei dettagli come realizzarla”

Quindi sta dicendo che potrebbe subire uno slittamento?

“Sicuramente è in piedi la proposta di legge che ho fatto io, relativa all’innalzamento del regime dei minimi e fatturati fino a 100 mila euro, che dovrebbe essere inserita nel Def. Si sta studiando come allargare il più possibile la platea dei beneficiari nella prima parte di avvio di flat tax. Noi vogliamo però che la flat tax sia chiara, preveda un’aliquota unica, semplice, e non lasci spazio ad interpretazioni ibride o a ridimensionamenti di sorta. Va fatta bene, altrimenti non ho problemi a dirle che preferisco rinviare l’avvio di un anno. A noi non interessano riformicchie che non produrrebbero quello choc fiscale che abbiamo promesso”

Forza Italia però vi incita ogni giorno a realizzare il programma del centrodestra, insistendo proprio con la flat tax. Come risponde?

Flat Tax, rottamazione delle cartelle di Equitalia, superamento della Fornero mi pare siano tutti punti inclusi nel programma della Lega e del centrodestra. Punti che ci stiamo impegnando a realizzare. Credo che anche Forza Italia abbia tutto l’interesse ad avere una flat tax chiara, che non sia il frutto di manipolazioni, aggiustamenti, correttivi vari che ne depotenzierebbero funzioni ed efficacia”.

Alle prossime elezioni regionali ed amministrative guardate ancora al centrodestra o state valutamdo alleanze alternative con il M5S?

“Il centrodestra a livello regionale e locale resta il nostro campo di riferimento, questo per due motivi. In primo luogo perché, come hanno dimostrato le amministrative di giugno, è lo schieramento che ha maggiori possibilità di vincere la sfida sul territorio, e in secondo luogo perché, laddove governiamo con Forza italia e Fratelli d’Italia, i buoni risultati si vedono. Quindi sul piano amministrativo, senza ombra di dubbio, è nostro interesse presentarci come centrodestra unito. Il governo nazionale è altra cosa”. 

 

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