Ue Vs Italia. Cosa c’è dietro la comunicazione di Draghi e Moscovici

Esteri Politica

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Ieri su Lo Speciale, abbiamo evidenziato le fake della Ue, da Juncker a Tajani; sui migranti che “sono solo i perseguitati”, e sulla libertà di stampa che salvaguarda i piccoli in rete e fa pagare ai colossi (il diritto d’autore).

Oggi approfondiamo, invece, la comunicazione di due altri “alti” esponenti della casta di Bruxelles: Mario Draghi, presidente della Bce e Pierre Moscovici, Commissario europeo agli Affari Economici.

Draghi, dietro una facciata finto-rassicurante, ha bastonato e non poco, il nuovo atipico (e quindi eversivo per gli eurocrati), governo populista gialloverde.

In una conferenza stampa esplosiva, ha trattato da parolai volubili Conte, Salvini e Di Maio, che cambierebbero sempre idea e posizione, sulla politica, l’economia la sicurezza, sul ponte Morandi, sul fisco, le strategie estere: “Negli ultimi mesi, ha detto Draghi, le loro affermazioni sono cambiate più volte”, evidenziando la loro inaffidabilità. Poi, ha vibrato il colpo: “Aspettiamo i fatti”, quasi a mettere l’Italia sotto esame, considerandosi eterna fonte di legittimazione delle nostre istituzioni nazionali, dall’alto del suo pulpito europeo. Non è razzismo ideologico e supponenza classista? E se “la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare” non saranno all’altezza di Draghi e della Commissione europea? Si confermerà l’altro assunto espresso sempre ieri dal presidente della Bce: “Purtroppo abbiamo visto che le parole hanno creato danni con una crescita dei rendimenti che hanno colpito sia le imprese che le famiglie”. Come dire, questo governo improvvisato di dilettanti allo sbaraglio, sta tradendo pure la sua mission: le imprese e le famiglie che pretende di difendere e su cui ha chiesto e ottenuto il consenso degli italiani.

Il bastone eurocrate e poi, la carota: “Comunque hanno detto che l’Italia rispetterà le regole”. Più che un fioretto, sembra una minaccia: non azzardatevi a saltare i vincoli, il rapporto deficit-pil, l’odiato 3 per cento; non azzardatevi a cambiare i trattati e le regole europee (fiscal compact, pareggio di bilancio, Maastricht etc), che sono e saranno guai.

Draghi chiaramente non contento, ha ‘inviato’, al termine della conferenza stampa, un ultimo messaggio: il mandato della Bce è “quello di assicurare la stabilità dei prezzi, non di assicurare che un deficit pubblico sarà finanziato ad ogni costo”. La botta finale al governo Conte: voi populisti se non vi inchinate al dio deficit pubblico che vi tiene sotto scacco, non vi risolleverete mai. Tradotto in codice, rassegnatevi al nostro pensiero unico globalista.
Per non parlare di Moscovici. Il suo pezzo forte è stata la storia. Di Maio e Salvini, non sono Hitler (grazie commissario della precisazione), ma sono soltanto dei piccoli Mussolini.

E anche loro, in coerenza col concetto espresso da Draghi, sono “un problema per la zona euro”. Subito la replica dei diretti interessati: “Parole inaccettabili”. E Benito Salvini? Si è comportato in modo littorio: “Il Commissario Ue, anziché censurare la Francia che respinge gli immigrati a Ventimiglia, ha bombardato la Libia e ha sforato i parametri europei, attacca l’Italia. Si sciacqui la bocca prima di insultare l’Italia, gli Italiani e il loro legittimo Governo”.
Italia vs Europa, sovranità limitata vs sovranità illimitata.

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