Bannon, Blondet: “Suo progetto non mi convince. Chiesa e Ue non sono Usa”

Interviste

Steve Bannon vuole entrare nella Chiesa cattolica per condizionarne la politica in senso conservatore e sovranista? C’è chi vede questo rischio dietro l’iniziativa dell’Istituto Dignitatis Humanae che ha deciso di far tenere a Bannon, ex stratega della campagna elettorale di Donald Trump e con il suo The Movement impegnato a favorire la costruzione di un blocco sovranista in Europa, dei corsi di formazione per cattolici conservatori che vogliono fare politica. Obiettivo, portare il sovranismo dentro la Chiesa. L’iniziativa sembra svolgersi sotto la supervisione (e benedizione) del cardinale Raymond Leo Burke considerato il principale oppositore di Papa Francesco. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito allo scrittore, esperto di cose vaticane e di Chiesa, Maurizio Blondet. 

LEGGI SU LO SPECIALE IL PROGETTO DI BANNON

Anche secondo lei Bannon vuole condizionare la Chiesa cattolica, rafforzando il fronte dei conservatori e sovranisti cattolici?

“Personalmente ritengo che state ingigantendo oltre misura la figura e il peso di Steve Bannon. Come molti americani lui ha una visione molto distorta dell’Europa. C’è sicuramente il tentativo di pilotare il corso degli eventi europei, ma temo ci si dimentichi con troppa facilità che qui non siamo negli Stati Uniti, miracoli alla Trump è difficile che si verifichino se si parte dal basso e avendo contro tutto e tutti. Poi non è che abbia questo grande seguito”.

Non si direbbe viste le adesioni al suo The Movement. Tanti leader sovranisti vi hanno aderito, anche Salvini. Come fa a dire che non ha seguito?

“E’ stato estromesso dalla Casa Bianca, non è più fra i consiglieri di Trump. Non credo nemmeno che abbia l’appoggio della Cia o dei vescovi americani come si vocifera da più parti. Non vorrei si trattasse alla fine di un personaggio molto mediatico, tanta forma e poca sostanza. Io non ci credo molto”.

Però non potrà negare che nella Chiesa negli ultimi tempi si sia vista una forte opposizione nei confronti del papa, il caso Viganò per esempio? Che sta a significare?

“Che nella Chiesa esistano realtà fortemente tradizionaliste e contrarie a questo pontificato è un dato di fatto, credo sia sotto gli occhi di tutti. Forze molto ben organizzate e attive che non hanno certo bisogno di Bannon per farsi sentire o per esercitare il loro peso”.

Il cardinale Burke grande oppositore di papa Bergoglio, è il primo a benedire l’iniziativa di Bannon. Questo vorrà significare qualcosa?

“Guardi, se devo essere sincero fatico a comprendere fino in fondo quello che sta avvenendo nella Chiesa. Anche dietro la lettera di Viganò sinceramente non riesco ad intravedere una strategia. Anche perché alla fine si è trattato di un’iniziativa contrastata con successo. Viganò ne è uscito con le ossa rotte a causa della campagna mediatica che gli è stata scatenata contro, e Papa Francesco come la vittima di un complotto. I conservatori sono stati inoltre estromessi da tutti i ruoli chiave della gerarchia. Sono tutte persone intelligenti quelle che si oppongono al papa, ma poi nei fatti incapaci di ottenere risultati”.

Ha capito almeno qual’è il progetto di Bannon per l’Europa?

“Non riesco francamente a vedere legami solidi fra Bannon, l’Europa, l’Italia, il mondo cattolico. Alla fine se non c’era stata la vittoria di Trump di lui non si sarebbe saputo nulla. Non è che serva lui per unire i sovranisti in Europa.”

Non crede che possa aiutare la formazione della Lega delle Leghe proposta da Salvini?

“Vediamo se i sovranisti riusciranno ad affermarsi. Sa, l’oligarchia europea è capace di fermare tutto e tutti, come abbiamo visto gli strumenti non le mancano. Non vorrei questi sovranisti peccassero troppo d’ingenuità nel pensare di poter cambiare davvero le cose. Ho molta fiducia in Orban, anche se come abbiamo visto gli stanno facendo la guerra e stanno cercando di colpirlo con le sanzioni e altre misure coercitive. Salvini già lo hanno dipinto come fascista, basti vedere lo scontro con il ministro lussemburghese. Gli danno apertamente del razzista e nel linguaggio europeo definire uno razzista significa equipararlo ad Hitler. Ma contro Hitler tutto è possibile, anche l’abolizione stessa della democrazia pur di non farlo governare. A Bannon sinceramente non credo, poi magari ci stupirà, ma il suo limite è cominciare troppo dal basso. In America può funzionare, da noi no. Qui se non hai il potere non ottieni nulla. Non è certo andando alle feste di Fratelli d’Italia, che in termini elettorali ha il 4%, che si può pensare di costruire qualcosa di serio”. 

Condividi!

Tagged