Bannon in Italia. Ecco il suo vero progetto

Esteri Politica

Cosa ci fa Steve Bannon, personaggio controverso e carismatico, ideologo della galassia populista, già consigliere di Trump, fondamentale per la sua vittoria alle presidenziali Usa (poi allontanatosi o cacciato), in Italia?

Da un po’ gira (e non solo da noi, pure in Europa), incontra leader politici, specialmente i suoi colleghi sovranisti, a partire da Salvini, e soprattutto prepara le coscienze. Leggere per credere.
Per il politicamente e culturalmente corretto (i laicisti mondiali, i radical e liberal non solo americani), è un pericolo pubblico. Da quando è sulla cresta dell’onda, gli affibbiano ogni etichetta, naturalmente tutte negative: assertore del primatismo bianco, erede del Ku Klux Klan, razzista, xenofobo, spia, pericoloso manipolatore, simbolo della peggiore destra campagnola sudista. Lui ha sempre risposto pacato e serafico. Di vero c’è che combatte il globalismo, in nome e per conto delle identità storiche, culturali e religiose dei popoli, ed è amico di Putin. Apriti cielo, è per un nuovo ordine mondiale, non quello incarnato da Soros.

Bannon ha cominciato, quindi, a “fecondare” l’Italia. Dopo la Lega, nel quadro dell’irrobustimento culturale del progetto “Lega delle Leghe”, anche Atreju, la festa dei Fratelli d’Italia, tanto per rafforzare il suo legame politico con la destra sovranista, e autentica chicca, una scuola di formazione prevista per il 2019 (lezioni di populismo), presso la Certosa di Trisulti. Il cenacolo si chiamerà “Accademia dell’Occidente giudaico-cristiano”, e a detta dei suoi organizzatori (Benjamin Harnwell, presidente della Dignitatis Humanae, fondazione che tramite concorso ha ottenuto dallo Stato l’appalto per gestire le iniziative della Certosa), sarà costruttivo e interessante. E in primis, aperto ai giovani.

La dottrina nazional-populista che sarà spiegata da Bannon, si articolerà in vari punti. E soprattutto si incentrerà sui pericoli dell’Occidente: l’Islam, il secolarismo e il capitalismo che sfrutta le persone.
La promozione delle radici giudaico-cristiane, dimenticate dalla Costituzione Ue, che ha preferito le sole radici illuministe, passa obbligatoriamente attraverso la guerra agli eurocrati mondialisti di Bruxelles e a papa Francesco?

Harnwell nega: “Ci sarà Burke, ma l’equazione Bannon-Burke-anti-Begoglio, è fuorviante”.
Ma comunque resta il dato di una linea internazionale cristiana, identitaria, populista e sovranista, attenta alle radici spirituali, non propriamente coerente con alcune scelte della Chiesa troppo filo-immigrati e globaliste umanitarie. Linea che in Italia vede molti credenti non concordi con le recenti dichiarazioni della Cei.
Cattolici di destra e di sinistra, ormai in rotta di collisione.

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