Ponte Morandi, via all’incidente probatorio e il piano è pronto

Politica

Progetto e promesse. Due strade diverse, tra loro ancora non c’è il ponte? “Il ministro Toninelli ci aveva garantito dieci giorni per avere il decreto, sono scaduti ieri: 258 famiglie, oltre 600 persone, sono ancora fuori dalla loro casa” ha tuonato oggi il portavoce degli sfollati di via Porro a Genova.

Tra l’altro non è ancora stato trasmesso al Quirinale, per l’esame del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il decreto legge per la gestione dell’emergenza legata al crollo del ponte Morandi di Genova. Si è infatti ancora in attesa della cosiddetta bollinatura del provvedimento da parte della Ragioneria dello Stato.

Ma almeno “il progetto è pronto, quello di Piano, già ingegnerizzato. Ci sono ditte, come la Fagioli, tra le migliori al mondo, pronte. Se ci danno l’ok possiamo partire in 7-10 giorni. Se a ottobre non vedremo delle gru lavorare sul Morandi allora c’è un problema grave” tranquillizza il sindaco di Genova, Marco Bucci, a un convegno della Cgil a Rivarolo nell’area del Morandi. 

La notizia arriva il giorno che ha avuto il via (ed è ancora in corso) l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi a Genova.

Udienza a porte chiuse e palazzo di Giustizia presidiato da un servizio d’ordine gestito dai carabinieri e dalla società di vigilanza che si occupa della sicurezza del Tribunale, all’interno dell’aula magna l’accesso è riservato alle parti interessate, i familiari delle 43 vittime e i feriti, insieme ai loro avvocati: in tutto sono 145 le parti offese e 20 gli indagati più la società Autostrade per l’Italia.

Il giudice per le indagini preliminari Angela Nutini, riporta l’adnkronos, darà l’incarico ai tre periti nominati lo scorso 13 settembre e darà un termine per le conclusioni degli approfondimenti, che serviranno a chiarire lo stato delle parti rimaste in piedi del viadotto Polcevera dopo il crollo del 14 agosto e quello del materiale probatorio raccolto utile all’inchiesta. In un secondo tempo, con un secondo incidente probatorio, si passerà ad analizzare le possibili cause del crollo.

Intanto gli sfollati, chiedono che vengano mantenute le promesse. “Il 18 luglio il comitato dei cittadini del ponte, che esisteva già, presentò una istanza in Comune sulla sicurezza e Autostrade ci rispose di stare tranquilli, che il ponte era sicuro, che la manutenzione che stavano facendo lo avrebbe reso ancora più sicuro”: ha dichiarato Franco Ravera, portavoce degli sfollati di via Porro a Genova, l’area di ponte Morandi minacciata dai tronconi. “Oggi, 25 settembre – ha aggiunto Ravera – attendiamo che il Governo mantenga la promessa di fare in fretta”.

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