Def, Fraccaro Vs i veri nemici del popolo. Parla anche l’Europa

Politica

Il taglio dei vitalizi da sogno √® diventato realt√† anche grazie a Riccardo Fraccaro, oggi ministro dei Rapporti col Parlamento.¬†E’ lui il pi√Ļ puramente grillino che siede al governo ed √® lui il braccio destro di Luigi Di Maio, e come tale parla a nome dei vertici.

In un’intervista al Corriere della Sera ha voluto infatti inviare un messaggio: “Per noi al primo posto ci sono i cittadini, non le virgole. Approvare le misure contenute nel programma di governo consentir√† di rilanciare la crescita tenendo in ordine i conti. Nei palazzi c’√® sempre chi difende lo status quo, ma il cambiamento √® in atto. Il reddito di cittadinanza, il superamento della legge Fornero e la riduzione delle tasse sono i pilastri della manovra che segner√† un punto di svolta per il Paese”.

Poi l’attacco alla casta: “Proprio perch√© rispettiamo le istituzioni abbiamo a cuore la loro indipendenza. Alcuni superburocrati spingono per una politica di rigore ma le amministrazioni pubbliche sono e devono essere al servizio dei cittadini”.

Nella vicenda dell’audio di Rocco Casalino, infatti, per Fraccaro “c’√® stata solo la volont√† di strumentalizzare in maniera ipocrita la questione”. Sul decreto Salvini, “il testo √® al vaglio del Colle e, se necessario, sar√† modificato durante l’esame parlamentare. Nulla √® blindato”, rileva Fraccaro. In merito al Parlamento, che tra ferie e decreti sembra esautorato, “la priorit√† √® migliorare la qualit√† della vita, ai cittadini non servono tante leggi ma leggi fatte bene. Finora abbiamo votato una sola fiducia al governo e addirittura nei primi cento giorni siamo riusciti a farne senza, un record rispetto agli esecutivi precedenti”, evidenzia.

Ma da sempre il suo grande obiettivo √® stato uno, il taglio del numero dei parlamentari, ne parla anticipando di “discutere poi anche dei correttivi per adeguare il sistema elettorale al nuovo assetto parlamentare. Il punto – avverte-¬† √® che, con il taglio del numero di deputati e senatori, aumenter√† l’efficienza del Parlamento, l’iter di approvazione delle leggi sar√† pi√Ļ semplice e immediato. Risparmieremo anche 500 milioni di euro a legislatura, allineandoci agli standard degli altri Paesi”.

Ma dall’altra parte dell’Europa si alza un vento contrario, chiamato Moscovici, che ridimensiona subito l’Italia dando tempi e tetti: “La legge di bilancio italiana dovr√† essere ben al di sotto del 2%, nel rapporto fra Pil e debito, se Roma vuole rispettare l’impegno a ridurre il deficit strutturale. Il paragone con il 2,8% della Francia non regge“.

Sempre uguale a se stesso il commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari, che usa La Stampa¬† per avvertire l’Italia, “la terza economia dell’eurozona, e un paese fondatore dell’Unione”, sul suo futuro che “sta nell’essere una nazione credibile all’interno dell’euro”.

L’Italia deve rispettare i criteri, i parametri, e le regole stabilite per tutti e la Francia no?¬† Ma i paesi non dovevano stare sotto al 3% nel rapporto tra deficit e Pil? Questa √® solo la soglia nominale. Perch√© c’√® un altro parametro che pesa: “Devono ridurre il deficit strutturale, che √® una cosa ovvia nel caso dell’Italia, perch√© √® molto alto. Perci√≤ – spiega Moscovici – considero la cifra del 3% non fattibile, e quella del 2% sopra la soglia possibile, se volete ridurre il deficit strutturale”.

“Dobbiamo vedere il bilancio, gioved√¨. Poi lo discuteremo. Ho conversazioni costanti con il ministro Tria, che √® molto conscio degli obblighi europei dell’Italia” fa sapere a tutti (grillini compresi) Moscovici. Insomma, non se ne esce dal tunnel dell’austerity.

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Marta Moriconi
La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online