Juncker, dal ko alla manovra alle aperture sui migranti

Politica

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker da un lato boccia la Manovra di Tria, e lo fa capire senza troppi giri di parole, dall’altro alla Plenaria a Strasburgo fa un’apertura inaspettata: “Al Consiglio di dicembre ci sono delle priorità assolute, parliamo della riforma del sistema di Dublino, della protezione delle frontiere esterne, ma sono sorpreso del fatto che chi reclamava una migliore protezione delle frontiere esterne in passato ora sembra un po’ esitante dinanzi a questa soluzione integrale che la Commissione ha proposto all’attenzione del Consiglio”.

Insomma l‘Europa va a due corsie inverse: avanti con l’unione della sicurezza (e c’è un ampio accordo tra i Paesi membri per le proposte della Commissione, così da incassare l’ accordo per la riforma del sistema di Dublino a fine anno), ma sul resto il caso Italia gli ricorda la Grecia, che cita infatti.

Anche se la moneta non rischia, avverte il ministro dell’economia Tria. Ma Juncker non aveva tuonato solo ieri: “Rigidi con l’Italia o finisce l’euro”? 

D’altronde buone nuove non ce ne sono: i ministri finanziari dell’Eurogruppo e la Commissione europea sono sul piede di guerra contro M5S-Lega, quel deficit al 2,4% del Pil per tre anni non è accettabile, anche se i governi precedenti non hanno mai fatto di meglio. Ai commissari Ue Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha risposto a tono, ma sembra non possa bastare.

Ci ha pensato il premier Luigi Di Maio oggi ad abbassare i toni, ma poi mica tanto: “Non c’è nessun complotto da parte della Commissione Ue” i cui esponenti rappresentano partiti e leader politici, da Macron alla Merkel, da Renzi a Gentiloni ed è “assodato che sperano questo Governo cada”. La questione è che non “devono dare colpi bassi” ha detto alla trasmissione ‘Non stop News’ su Rtl 102.5 mettendo in evidenza come a suo avviso, gli interventi di Juncker e altri commissari europei siano avvenuti quando “ieri quando lo spread si era abbassato”.

Una guerra a colpi di parole appena cominciata, speriamo non si passi ai

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