Sindaco Riace, parla Fusaro: “Una spia che fa riflettere il fatto che Saviano lo difenda”

Interviste

Trasgredire la legge e commettere reati si può quando lo si fa a fin di bene o perché le norme dello Stato non tutelano i più deboli? Seguendo questa linea, nelle ultime ore, tanti esponenti della sinistra e dell’intellighenzia progressista hanno fatto quadrato intorno a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace posto ai domiciliari dalla Procura di Locri con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. La Procura nel capo di imputazione pare avesse formulato altre accuse che però il Gip avrebbe respinto, pur confermando i domiciliari per Lucano. Nelle intercettazioni in mano agli inquirenti emergerebbe un modus operandi consolidato, con il sindaco pronto ad infrangere in più occasioni le leggi dello Stato, anche combinando matrimoni fra cittadini di Riace e immigrati, pur di far ottenere diritti agli stranieri. Ma se esistono delle regole, queste non dovrebbero essere comunque rispettate sempre e da tutti? Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro.

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Qual’è il primo pensiero che le viene in mente sulla vicenda del sindaco di Riace?

“Non ho elementi per giudicare la vicenda, è necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta e lasciare che sia la magistratura a fare chiarezza sulle accuse mosse nei confronti del sindaco. Un’idea però me la sono fatta, ossia che sotto la categoria nobilitante di immigrazione, accoglienza e integrazione, non sia tutto oro ciò che luccica. Ma questo lo dico da sempre. L’immigrazione è una grande deportazione di esseri umani. il cui fine ultimo è quello di sfruttare nuovi schiavi abbassando il costo del lavoro. Un’arma nelle mani della classe dominante in generale, mentre nel caso specifico di Riace aspettiamo di vedere cosa la magistratura sarà in grado di appurare”.

La narrazione delle ultime ore da parte di Roberto Saviano e della sinistra è quella di un eroe che ha preferito la giustizia alla legalità, che ha infranto regole per fare del bene, che non si è arricchito ma ha aiutato i più deboli. Cosa c’è di sbagliato in questa visione del bene contro il male, della giustizia umana sopra la legge dello Stato?

“Non conosco la vicenda in modo approfondito, fortunatamente nella vita mi occupo di altro. Bisognerà capire ora i capi di imputazione e la loro effettiva consistenza. Certo, se le accuse fossero confermate saremmo in presenza di fatti molto gravi visto che si parla anche di rendicontazioni gonfiate e forse sarebbe opportuno da parte di tutti mantenere un atteggiamento cauto e prudente nel dare giudizi. Fermo restando che, al di là del caso specifico che dovrà essere chiarito e nel quale non intendo entrare, il fatto che immigrazione faccia rima anche con lucro penso sia un dato sempre più assodato” .

Saviano parla del rischio di una deriva autoritaria, ma cosa c’è di autoritario in un provvedimento che la magistratura ha disposto in assoluta autonomia per altro nell’ambito di una dialettica anche accesa pare fra Procura e Gip?

A Saviano si dà un peso mediatico che non gli andrebbe minimamente riconosciuto. Dal suo attico di New York continua a pontificare portando avanti sempre l’ideale completamento delle classi dominanti che trova fondamento nel suo pensiero. Il suo pensiero è il lato anarchico, libertario di sinistra della globalizzazione liberista e deregolamentatrice di destra. Quindi non lo prenderei troppo sul serio. Il fatto che lui difenda a spada tratta il sindaco di Riace è una spia che forse dovrebbe farci riflettere. Poi è chiaro che la magistratura viene vista in modo diverso a seconda delle situazioni pro o contro certa sinistra buonista. Se l’indagine riguarda gli avversari politici allora i giudici sono bravi e vanno difesi nella loro autonomia ed indipendenza, se la stessa indagine riguarda invece i propri amici allora la magistratura merita di essere denigrata. Ma questo è l’orrendo gioco ideologico della politica”.

Quanto è pericolosa l’idea di un “bene supremo” stabilito dai promotori del pensiero unico, in questo caso l’accoglienza degli immigrati, da anteporre al diritto?

“Questo è un dilemma etico filosofico fondamentale. Socrate rinuncia ad evadere dal carcere per non violare le leggi della sua Patria. Però, che fare e come comportarsi di fronte a leggi che sono valide, efficaci ma ingiuste? Questo è un problema filosofico rilevante. La filosofia medievale lo chiamava Ius Resistentiae ed è una questione che non conosce una giustificazione universale. Va valutato con la phronesis come diceva Aristotele, ovvero con la saggezza e con il sapere pratico che in qualche modo permette di esaminare distintamente caso per caso. Certo, di fronte ad una legge palesemente ingiusta la ribellione non è soltanto giusta ma direi doverosa. Non mi pare però che in questa indagine di Riace vi siano i presupposti per legittimare un diritto alla resistenza”.

Un docente dell’università di Pisa è stato sospeso dal Cern e rischia il posto per aver dichiarato in un documento che “la fisica è stata inventata e costruita dagli uomini”. Questa frase è stata giudicata sessista e naturalmente ha scatenato tanta indignazione. Non è paradossale che mentre ci si scandalizzi per l’arresto di Riace, poi quasi ci si compiaccia se questo docente sarà licenziato? Una frase infelice è più grave che l’ipotesi di aver violato la legge? 

“Avrei voluto non conoscere questa vicenda che ritengo essere l’emblema  tragicomico di quello che nel mio libro ho definito ‘l’eroticamente corretto’ che serve da copertura del nuovo ordine erotico mondiale, ossia la versione erotica della globalizzazione dei mercati. Una vicenda che definirei surreale quella di Pisa. Non trovo altre parole per commentarla. Conferma soltanto le tendenze tragiche in atto nella nostra società”.  

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