E’ il dem “duro e puro” Minniti l’uomo alla segreteria di Renzi, cosa rischia

Politica

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Dopo Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Cesare Damiano, Dario Corallo, Franceasco Boccia, probabile anche Marco Minniti. E’ lui l’uomo nuovo del Pd, ma come non lo avevano massacrato il fascista rosso dell’ordine e migranti fuori?  Minniti segretario invece or è un trend, almeno per il popolo, ci sono dubbi che ai dem piaccia, troppo di “destra”, troppo poco global.

Lo confermano le parole di Arturo Parisi che parla di “una candidatura per una competizione sostenuta con argomenti ostili alla competizione e non come proposta che cerca e accetta il confronto con altre proposte. Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per fare nostra la democrazia?”.

E se uno dei padri dell’Ulivo, commenta così su Twitter l’appello di tredici sindaci alla “candidatura unitaria” di Marco Minniti, state sicuri che a Speranza & Co non piacerà. Eppure oggi è il giorno di Minniti, perchè Matteo Renzi lo ha deciso. E infatti esce subito la dihiarazione di Ettore Rosato: “Bene l?appello dei sindaci per la candidatura di Minniti. Un segnale importante di chi sa meglio di altri che il Pd deve restare un grande partito con una forte spinta riformista”.

Si aspetta solo che sciolga la riserva e si candidi alla segreteria del Pd. Tra quelli che non lo seguiranno è probabile ci sia Orfini, molto critico con la sua linea sul fronte dell’immigrazione.

Ci ride su l’ex guardasigilli Andrea Orlando: ‘E siamo a 6!!!”, alludendo al numero degli esponenti dem che correranno alle primarie…. “Io alle primarie non mi candiderò per alcuni sono una figura estranea, posso dire che non voterò Boccia”, ha detto oggi l’ex ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Non manca che sapere cosa farà l’ex premier Paolo Gentiloni, che domenica prossima sarà l’ospite d’onore della giornata conclusiva di “Piazza Grande”, la kermesse alla Dogana dello scalo san Lorenzo di Roma che il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha scelto come stazione di partenza per la sua corsa alle primarie per la segreteria del Pd. Insomma sarà Dogana contro Leopolda se non si è capito.

E’ proprio questo il suo tallone d’Achille, essere sostenuto da un personaggio politico che gli italiani hanno ampiamente giudicato (con un calo dei consensi al partito abbastanza eclatante).

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