Taglio fondi editoria, parla Morelli (Lega): “No alla cancellazione totale. Cosa cambia”

Interviste

Addio contributi all’editoria italiana. almeno stando a quanto riportato nella risoluzione di maggioranza sul Def dove è previsto «un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per il pluralismo, quota del Dipartimento informazione editoria». Una misura che, se applicata, rischierebbe secondo molti operatori dell’informazione di far chiudere i piccoli giornali, quelli che a livello territoriale riescono a sopravvivere grazie ai contributi statali, lasciando praticamente soltanto ai grandi media la possibilità di restare sul mercato. Lo Speciale ha pubblicato in proposito un editoriale di Fabio Torriero contenente un appello al ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini affinché rifletta molto bene prima di prendere una decisione così drastica. Ha poi chiesto un parere in merito al parlamentare leghista Alessandro Morelli, giornalista, già direttore di Radio Padania e referente del Carroccio per ciò che riguarda proprio il comparto editoria ed informazione.

Onorevole, c’è tanta preoccupazione nel mondo dell’informazione per l’annunciato azzeramento graduale del fondo per l’editoria. Tanti giornali rischierebbero la chiusura. Come risponde?

“E’ sbagliato parlare di taglio complessivo dei fondi all’editoria, perché bisogna capire bene gli obiettivi di questo provvedimento. Il Movimento 5Stelle ha una posizione storica che è fondata sul taglio dei fondi a prescindere, mentre noi della Lega riteniamo che questi debbano essere ricalibrati sulle testate giornalistiche locali, quelle per esempio dove vengono formati tanti giornalisti sui territori. Queste testate hanno anche il merito di svolgere un vero e proprio servizio pubblico a livello locale, molto meglio di come fa il servizio pubblico nazionale. La posizione del M5S è una posizione forte e netta, noi riteniamo invece che non sia condivisibile nel momento in cui va a toccare l’intero sistema dell’informazione”.

Però nella risoluzione di maggioranza si parla chiaramente di azzeramento. Azzerare significa cancellare, o no?

Sì, in effetti si parla di azzeramento ma si usa anche il termine graduale. Questo significa che fra la cancellazione del fondo e la gradualità, il nostro scopo è di non arrivare alla cancellazione definitiva. Punteremo ad una graduale rivisitazione dei soggetti cui dovranno essere destinate le risorse, privilegiando come detto le testate locali e chi fa opera di informazione sul territorio. E’ chiaro però che quando un canale locale fa pubblicità dalle otto del mattino fino a notte, non può percepire il contributo pubblico visto che può restare tranquillamente sul mercato vendendo prodotti”.

Il timore è che ad essere colpiti siano invece proprio i piccoli giornali, cartacei e web, impossibilitati a restare sul mercato e reggere la concorrenza dei grandi colossi dell’informazione che, anche senza contributi, potranno comunque sopravvivere. Come risponde?

“La posizione della Lega è molto chiara. Faremo il possibile perché i fondi non spariscano del tutto e rimangano soltanto per chi fa realmente servizio pubblico. E ripeto, ci riferiamo alle testate locali da dove spesso provengono i migliori operatori dell’informazione. Ci faremo garanti di queste realtà, perché abbiamo a cuore l’informazione, specie se libera e plurale”. 

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