Decreto Sicurezza, parla Totolo: “Torna la legalità. Anche migranti meglio tutelati”

Interviste

Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto Sicurezza del governo e del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Abbiamo cercato di capire meglio i suoi contenuti insieme a Francesca Totolo, esperta di immigrazione, collaboratrice de Il Primato Nazionale che si sta occupando ormai da anni, come ricercatrice indipendente, dei problemi legati all’aumento dei flussi migratori. Intanto Salvini ha annunciato come primo provvedimento l’obbligo di chiusura per i negozi etnici alle 21 “perchè – ha detto – sono un ricettacolo di spacciatori”.

Il Decreto Sicurezza sta andando nella direzione giusta?

E’ un respiro di sollievo per l’Italia, soprattutto in termini di immigrazione. La norma a mio giudizio più importante è quella tesa a salvaguardare davvero i migranti che arrivano in Italia e che hanno diritto ad ottenere la protezione umanitaria possedendo i requisiti.  Nell’ultimo anno, secondo dati del Ministero dell’Interno, il 25% dei richiedenti asilo otteneva la protezione umanitaria a fronte di un 6% circa di profughi e altri destinatari di protezione sussidiaria. Questo ha portato ad una sorta di lasciapassare per molti migranti economici che hanno ottenuto comunque questo tipo di protezione, grazie ad una modalità esistente soltanto in Italia”.

Cosa cambia ora in concreto?

“Il rilascio della protezione umanitaria fino ad oggi è avvenuta con criteri molto soggettivi da parte delle relative commissioni e quindi suscettibili di possibili errori. Oggi grazie al Decreto Sicurezza sarà possibile trattenere i migranti nei centri di rimpatrio per un periodo più lungo. Prima quelli che avevano ottenuto il foglio di via potevano essere trattenuti non oltre i novanta giorni, oggi possono restarvi fino a 180 giorni e in questa ottica sono stati stanziati anche più fondi per il rimpatrio. Per far risparmiare un po’ di soldi ai contribuenti italiani è stato abolito anche il sistema Sprar per i richiedenti asilo. Nei centri Sprar, che sono privati, potranno risiedere soltanto minori non accompagnati e migranti che hanno già lo status di profugo o hanno ottenuto la protezione sussidiaria. Quello che con questo Decreto si spera di ottenere al più presto è il rimpatrio dei migranti con foglio di via”.

Cosa manca invece che forse sarebbe servito?

“Questo lo capiremo in fase di attuazione. Ogni norma richiama l’altra, quindi sarà fondamentale capire come queste saranno effettivamente attuate. Al momento è presto stabilire cosa manca. Ad occhio e croce mi pare ci sia già tutto, ma le correzioni potranno essere fatte anche in corso d’opera. Questo è sicuramente un ottimo punto di partenza per tornare alla legalità, visto che viviamo nel più assoluto degrado nelle nostre periferie. Questo non per colpa degli immigrati, ma di chi non ha saputo gestire la situazione. Del resto che cosa possono fare i migranti irregolari, circa 600mila, che non hanno documenti e che stanno sparsi in tutta Italia? Inevitabilmente aumentano il degrado, l’illegalità e l’insicurezza  visto che non possono lavorare”.

Salvini ha annunciato la chiusura dei negozi etnici alle 21. Condivide?

“Assolutamente sì. Chi vive nelle grandi città sa perfettamente che intorno a questi esercizi si crea caos e confusione, con schiamazzi e rumori molesti di ogni tipo, e alcuni, come le forze dell’ordine hanno accertato, erano anche centro di attività illecite come lo spaccio di droga. Sembra un provvedimento da poco, ma è soprattutto con questi interventi che si riporta la legalità sul territorio, in quei quartieri più degradati dove l’insicurezza si percepisce di più, anche con la paura di uscire di casa da una certa ora della sera. In questa ottica nel Decreto Sicurezza è anche contemplata una più forte ed incisiva politica dello sgombero delle case popolari occupate abusivamente. Ci sono stati numerosi casi di anziani italiani che, ricoverati in ospedale, hanno trovato la loro abitazione occupata al ritorno. Questo non dovrà più accedere. Chi ha ottenuto un alloggio popolare deve avere tutto il diritto di poter lasciare quella casa quanto vuole per andarsi a curare, o magari anche solo per andare a trascorrere un periodo di ferie dai figli, senza correre il rischio di ritrovarla occupata. Ed è anche importante impedire la creazione di campi nomadi improvvisati che spesso e volentieri la gente si ritrova sotto casa dalla sera alla mattina”. 

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