Salvini mostra (Dl) sicurezza. Ma c’è aria di crisi con Di Maio, le prove

Politica

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Salvini è sereno e nonostante il vertice saltato e la cena coi leghisti preferita al tavolo con Conte e Di Maio si vuole mostrare così. Dice di essere proprio “felice” e di essersi “impegnato ad approvare questo decreto che porta più sicurezza nelle nostre città, che mette un argine all’immigrazione fuori controllo e rispedisce a casa furbetti e delinquenti”. Per lui ci siamo.

“C’è un decreto sicurezza e immigrazione che sarà un passo in avanti. C’è una maggioranza forte, stabile, coesa di cui vado orgoglioso” ha detto orgoglioso il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista al Giornale Radio (Rai Radio1). Ma non è tutto oro quel che luccica.

A rassicurare sull’asse Lega-M5S che no si romperà ci ha pensato il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, in fase di dichiarazione di voto, al Senato, proprio sul dl Sicurezza: “Il M5S ha apportato diverse modifiche, a dispetto di chi diceva che il provvedimento era blindato”, quindi “non ce la farete a rompere il collante tra Lega e Movimento 5 Stelle”, ma “ringrazio anche Forza Italia e Fratelli d’Italia per il lavoro svolto”

Quanto a un altro tema chiave di questo intervento legislativo, lui spiega che “non è vero che non è possibile rimpatriare, basta con questi tabù: sarà smentito anche questo mantra. I rimpatri si possono fare, se si vogliono fare. Certo che servono accordi bilaterali, ma oggi sono 4 e non piovono dal cielo, ne faremo altri”.

Insomma la strada giusta sarebbe stata imboccata, ma le comunicazioni tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio non vanno proprio bene e tira tira si spezza la corda? Dicono che i due leader di M5s-Lega non si sarebbero sentiti al telefono, con Salvini che viene descritto da fonti leghiste come “molto irritato” nei confronti del capo politico del M5s. Resta da capire se l’irritazione è solo rispetto ai ‘dissidenti’ M5s e se il vice premier leghista “vuole risolvere”. Bastano poche ore per scoprirlo.

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