#Vecciarelli, parla Totolo: “Italiani stanno tornando patrioti e molti remano contro”

Interviste

Hanno innescato un vespaio di polemiche le dichiarazioni attribuite al nuovo capo di stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli, parole che avrebbe pronunciato durante la presentazione del volume 1948-2018 I Carabinieri negli anni della Costituzione. Il Generale, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe dichiarato che oggi non sarebbe più necessario difendere i confini, “quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”. Per poi aggiungere: “Assistiamo al ritorno sulla scena di nazionalismi e il rafforzarsi di potenze nucleari, un mondo alla rovescia rispetto a quanto immaginato dopo la seconda guerra mondiale con la nascita dell’Onu”. Parole che ovviamente hanno provocato reazioni indignate in più direzioni. Lo Speciale le ha commentate con Francesca Totolo, collaboratrice de Il Primato nazionale, ricercatrice indipendente nel campo dell’immigrazione e delle attività delle Ong, ed esperta di sovranismo.

Cosa stanno a significare certe dichiarazioni se effettivamente pronunciate come riportate dai media?

Il rischio concreto sarebbe quello di arrivare a sconfessare tutto quello che l’Esercito italiano ha fatto fino ad oggi, visto che ha difeso i nostri confini per garantire la sicurezza interna del nostro Paese. Ritengo che questa dichiarazione sarebbe molto preoccupante, perché se è vero che oggi non siamo in guerra e i nostri confini non sono minacciati da nessuno, la loro difesa dovrebbe comunque rimanere compito essenziale per l’Esercito e per i suoi vertici”.

C’è chi evidenzia come certe dichiarazioni siano in netto contrasto con le celebrazioni in corso in questi giorni in Italia ed in Europa per la fine della prima guerra mondiale e con l’esaltazione del patriottismo dei militari italiani morti sul fronte. Condivide?

“Mi sembra il prodotto dell’ormai stucchevole retorica dell’Europa unita, che in nome della necessità di essere tutti uniti, finisce con lo svuotare di significati il valore dell’indentità nazionale, in favore di un progetto europeista che da tempo sembra non stare più in piedi. Già un segnale dell’intenzione di voler sminuire il valore del 4 novembre, lo si era avuto quando sarebbe stato censurato il video preparato in occasione delle celebrazioni perché ritenuto troppo duro, crudo e battagliero. Guardando quelle immagini però si capiva chiaramente che, al di là delle durezze, quel video rispecchiava perfettamente ciò che i nostri militari fanno in tutto il mondo con coraggio e con grande orgoglio. Non comprendo sinceramente cosa potesse esserci di tanto scandaloso da decidere di non divulgarlo. Non dimentichiamo che già qualche mese fa avevano fatto molto discutere le dichiarazioni di un ammiraglio che si era schierato quasi in difesa delle Ong e dei tentativi di limitarne l’azione sul fronte dell’immigrazione. Non vorrei che nelle nostre forze armate ci sia chi possa aver interesse a prendere le distanze dall’azione di questo governo”.

Vecciarelli avrebbe anche lanciato l’allarme sul ritorno dei nazionalismi. Come risponde?

“Il voler cancellare a tutti i costi la nostra identità mi risulta inconcepibile, chiunque lo faccia. Ogni Stato dovrebbe difendere la propria sovranità e le altre nazioni europee lo stanno facendo. Francia, Germania si sono sempre preoccupate dei loro interessi da questo punto di vista, e non si capisce proprio perché non debba farlo anche l’Italia. La Francia per esempio in Africa continua a mantenere in piedi il franco coloniale e risulta incomprensibile il motivo per cui a noi dovrebbe essere preclusa qualsiasi tipo di attività rivolta a tutelare e favorire i nostri interessi. Alla fine sembrano trattarci sempre e solo come lo zerbino dell’Europa, come sull’immigrazione per esempio. Venire meno al nostro diritto-dovere di difendere l’identità nazionale, serve soltanto a favorire gli interessi degli altri a scapito dei nostri”. 

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è stata accusata di non aver dato peso alla cosa limitandosi a dichiarazioni femministe come quella di auspicare presto una donna al vertice delle forze armate. E’ davvero così?

“Mi sarei aspettata dal ministro qualcosa di decisamente più forte. Non è detto che non arrivi, aspettiamo fiduciosi. Speriamo che prenda posizione oggi. Volendo c’è ancora tempo per intervenire”.

Anche perché sui social molti fanno osservare in queste ore, che proprie le forze armate sono l’ultimo baluardo di attaccamento all’amor patrio, l’ultima istituzione cui i cittadini guardano con rispetto e fiducia. Dichiarazioni del genere rischiano di incrinare questa fiducia?

Gli italiani come si percepisce chiaramente, stanno tornando ad essere patrioti, a credere nelle forze armate e nelle forze dell’ordine e a ritrovare piena fiducia nelle Istituzioni. Sembra però che ci sia chi tenti di remare contro tutto questo, quasi come se la ritrovata fiducia nelle Istituzioni del proprio Paese sia un qualcosa da evitare. E tutto questo perchè? Perché dobbiamo dimenticare di essere italiani e convincerci di essere europei? Se fosse così, allora sarebbe davvero tutto molto grave”. 

 

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