Manovra e Ue, parla Rinaldi: “Perché cedere adesso sarebbe un errore”

Interviste

Il Governo dovrà trasmettere entro stasera la lettera di risposta alla Commissione europea che ha chiesto di cambiare la manovra. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha smentito di voler rivedere le stime della crescita al ribasso come era trapelato sulla stampa. Il consiglio dei ministri è convocato per le 20 ma è molto probabile che già nel pomeriggio il premier Conte incontri i due vicepremier, Salvini e Di Maio, e lo stesso Tria. Lo Speciale ne ha parlato con l’economista Antonio Maria Rinaldi, docente di economia politica alla Link Campus di Roma e animatore del sito Scenari Economici. 

Niente rivisitazione delle stime di crescita al ribasso, dall’1,5% all’1,3%. Tria ha smentito le indiscrezioni. Soddisfatto?

“Questa notizia sin da subito mi era sembrata un’indiscrezione giornalistica visto che non c’erano state dichiarazioni ufficiali di Tria in tal senso. Da parte di Salvini e Di Maio è stata invece ribadita a chiare lettere la volontà di riconfermare l’intero impianto della manovra. Aspettiamo di vedere cosa succederà stasera nel Consiglio dei Ministri ma mi sembra che l’atteggiamento prevalente sia quello di andare avanti senza cambiare nulla”. 

Però la Ue chiede l’individuazione di un meccanismo in grado di frenare uno scivolamento del deficit. Il governo nega compatto il ricorso a nuove tasse. Quindi? Che strada prendere?

Il discorso qui è puramente ideologico e concettuale. La Ue si avvale di meccanismi automatici sempre più stringenti e sempre più rivolti ad esautorare la politica dalle decisioni. Poiché l’Italia in questo momento sta riuscendo ad andare contro questi meccanismi, allora ecco scattare ulteriori pretese rivolte a rendere ancora più stringente il rispetto delle regole. Ci troviamo di fronte, non ad una governance europea consapevole delle situazioni contingenti dei vari Paesi e dunque pronta a condividere le strategie politiche più efficaci, ma all’applicazione di una sorta di modello software che fornisce le risposte in modo automatico. Questa è la verità”.

Il Governo quindi deve andare avanti con il muro contro muro e senza concessioni o aperture di alcun tipo?

Se la manovra poggia sulla volontà di veder prodotti determinati effetti nel momento in cui è acclarata la stagnazione dell’economia italiana in un contesto internazionale al ribasso, è necessario mettere in campo misure espansive per mitigare questa stagnazione. Quindi mi pare davvero difficile poter tornare indietro”.

Vede rischi per il reddito di cittadinanza o la quota cento per le pensioni di anzianità?

“Non vedo nulla a rischio, anche se ci saranno delle condizioni di cui non si potrà non tenere conto. Almeno nel primo anno di applicazione si dovranno fare i conti con i vincoli di bilancio. La quota cento con le penalizzazioni che abbiamo visto, il reddito di cittadinanza con certi paletti, sono tutte situazioni determinate dal fatto che la coperta purtroppo è corta. Si dovrà fare di più e meglio negli esercizi di bilancio successivi. Che il tutto non potesse andare a regime il primo anno era scontato, e chi pensava il contrario evidentemente ha poco dimestichezza con l’effettivo funzionamento dei bilanci dello Stato”. 

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