Il caso Baobab, leggete che differenza di punti di vista tra Orfini e Salvini

Politica

Caso Baobab, migrati e sgombri… non accettati “Ma anche a voler prendere seriamente il suo ragionamento (di Salvini, ndr) – e ce ne vuole di fantasia – sgomberare quei luoghi renderà Roma più sicura? Ovviamente no. Perché a quelle famiglie non viene offerta una soluzione alternativa, saranno lasciate per strada. Si creeranno solo nuovi invisibili, nuove sacche di emarginazione ed esclusione” ha scritto su Facebook Matteo Orfini, presidente del Pd”.

Il ragionamento di Orfini parte dalla considerazione in città “l’insicurezza è altrove. È nei quartieri trasformati in piazze di spaccio. È nelle tante case popolari occupate dai clan mafiosi e utilizzate come base logistica per le attività criminali. Perché non cominciare a sgomberare quelle?”.

La realtà è che spesso in alcune di quelle occupazioni illegali c’è molta più legalità di quanta ce ne sia fuori secondo il piddino, chissà se la pensa uguale anche rispetto alle case di Casapound.

Fatto sta che per Orfini “non è criminalizzando chi si trova in una condizione di difficoltà che si rende sicura una città. Anzi. E su questo dovremmo riflettere, perché qualche volta su questa linea siamo scivolati anche noi. Facendo non pochi danni” dice lui.

Sembra rispondere proprio a lui Salvini, che pone qualche domanda. “Era illegale? Si. Stanno identificando decine e decine di persone distinguendo tra chi ha diritto di restare e chi non ha diritto di rimanere? Si. I cittadini della Tiburtina si lamentavano? Si. Abbiamo fatto ciò che si doveva fare”. L’intervista esclusiva è stata rilasciata al direttore di Leggo Davide Desario dal ministro dell’Interno che ha sottolineato di voler riportare la legalità nei quartieri: “Ci sono più di 90 stabili occupati – alcuni da 20 anni – 4 pericolanti e 23 sottoposti a iniziative giudiziarie. Gli italiani pagano per il mancato sgombero di alcuni di questi palazzi. Quartiere per quartiere recupereremo il tempo perso”.

 

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