Il peso del giudizio di Fmi e Merkel sulla Manovra. Aumentano i rischi

Politica

Manovra ardua, anzi quasi impossibile. Non va giù la pillola a Bruxelles. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha parlato davanti alla plenaria del Parlamento europeo questo pomeriggio a Strasburgo, si deve trovare una soluzione alla controversia fra Italia e Ue sulla finanziaria. L’accusa è: se prima l’Italia ha approvato le regole dell’euro, ora non si può dire che non siano più importanti.

Ma la sua dichiarazione è più sottile.

“Noi vogliamo tendere la mano all’Italia, ma voglio dirlo chiaramente: l’Italia – ha ricordato Merkel – è un membro fondatore dell’Ue e ha partecipato alla decisione di molte regole che ora sono le nostre basi giuridiche. Non si può affermare ora che queste regole non interessano più”. “E non sono io che lo dico; a dirlo – ha continuato la calncelliera – è la Commissione europea, che ha un ruolo importante da svolgere in questo contesto. Spero – ha concluso Merkel – che si giunga a una soluzione e che lo si faccia nel dialogo con le autorità italiane; è la mia forte speranza, e l’ho detto anche al premier Giuseppe Conte”.

E l’Fmi non la pensa poi così diversamente. Previsti stimoli economici contenuti che “comportano sostanziali rischi verso il basso” per la crescita “poiché lascerebbero l’Italia molto vulnerabile”, secondo il Fondo.

Ma la profezia è anche a lungo gettito, non promette bene comunque la si guardi, sembra una maledizione più che altro. Qualunque beneficio temporaneo in termini di crescita proveniente dagli stimoli nel breve periodo “potrebbe probabilmente essere controbilanciato dal sostanziale rischio di un peggioramento quando si dovessero materializzare dei modesti shock avversi”. Gli economisti di Washington sottolineano poi che “l’Italia deve mettere a tacere qualunque timore sul rapporto debito-Pil, che è il secondo più alto nell’area euro, lungo una solida traiettoria al ribasso e ridurre i costi di finanziamento”. In sostanza il Fmi “raccomanda di intraprendere un modesto e graduale consolidamento fiscale”.

E adesso? Prima delle 19 di ieri sera a palazzo Chigi c’è stata la riunione tra i tecnici del ministero dell’Economia e della presidenza del Consiglio per fare il punto e per decidere la risposta da inviare a Bruxelles, in vista del vertice politico prima e del Consiglio dei ministri poi in programma sempre ieri sera. Il punto è che sul condono c’è una bocciatura secca. Riserve invece sono state espresse sulle due misure più “politiche” della Manovra: il reddito di cittadinanza e il superamento della Fornero… Ma come si fa a tralasciare un pezzo?

A Di Maio l’ardua sentenza.

 

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