Certezza della pena e omicidi diminuiti: facciamo il punto in Italia

Politica

Sembra che l’Italia sia vittima di assassini e criminalità inaudita, invece stando ai dati, le cose migliorano. Ma è davvero così? Nel 2017, ha rilevato l’Istat, si sono contati 357 omicidi, pari a 0,59 omicidi per 100mila abitanti, dei quali 234 di maschi e 123 di femmine, corrispondenti rispettivamente a tassi pari a 0,79 e 0,40 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso.

Il tasso registrato per l’Italia è più basso di quello medio dell’Unione europea (pari nel 2016 a uno per 100mila abitanti contro lo 0,7 in Italia). I paesi dove vivono più assassini? In Europa stanno in Lettonia e Lituania (5,6 e 4,9 omicidi per 100mila abitanti).
Negli ultimi decenni gli omicidi registrano un forte calo che riguarda soprattutto gli uomini (rispetto alle donne uccise il rapporto da cinque ad una è ora di due ad una), imputabile anche alla riduzione di quelli operati dalla criminalità organizzata.

Ma allora perché la percezione di insicurezza è così alta? Perché manca la certezza della pena, il vero problema italiano.

Basta vedere il caso Desirée che sta tanto indignando l’opinione pubblica, con il Procuratore che ha chiesto l’omicidio volontario, basandolo anche sull’intercettazione dove uno dei complici avrebbe detto “meglio lei morta, che noi in carcere”, per poi vedere annullata la richiesta.

Il dubbio che in Italia l’onere della prova spetti alla vittima ormai sembra ritenersi un dato accertato, seppure anche in questo caso, ci sono diversi casi di “giustizia è fatta”.

Ma attenzione ai facili slogan. La giusta umanità prevede che non si realizzi la giustizia attraverso il ‘più carcere per tutti’ o ‘dentro tutti, e buttando via la chiave’ (magari auspicabile solo a una prima analisi dei casi), piuttosto che si realizzi con la pena coerente al crimine, senza sconti ma anche senza errori. E il rischio è proprio questo. Per non parlare dei casi in cui il reato finisce prescritto per colpa di lentezze ingiustificabili.
Alla fine è tutto in mano ai giudici, la pena e l’umanità, che se non calibrati bene rischiano di soffocare la legge a favore di critri più ideologici che altro.

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