Verso il ritocco della manovra. Le ipotesi sul piatto nel vertice di stasera

Politica

Si lavora per scongiurare l’avvio della procedura d’infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo. L’incontro fra il premier italiano Giuseppe Conte e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che si è svolto sabato sera a margine del vertice europeo sulla Brexit, al momento non ha permesso di sciogliere i nodi sul tappeto.

“C’è stato un clima molto sereno, di confronto, c’è un dialogo aperto – ha detto il Premier italiano – Non abbiamo parlato di saldi finali ma piuttosto delle nostre riforme e del nostro piano, stiamo rivoluzionando il Paese”. Si sa però per certo che Juncker ha fatto presente a Conte, accompagnato dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’esigenza di un segnale di disponibilità da concretizzare abbassando di qualche decimimale il rapporto deficit-pil che il Governo ha fissato al 2,4%. 

Per evitare la procedura di infrazione, secondo quanto riporta Repubblica, l’Italia dovrebbe garantire uno 0.3%-0.4% di deficit in meno, corrispondente a circa 6 o 7 miliardi. Ciò ovviamente non sarebbe risolutivo, ma se non altro permetterebbe alla Commissione Ue di sospendere l’avvio della procedura d’infrazione e intavolare una trattativa sui numeri complessivi della manovra. Un primo passo insomma in direzione di un disgelo che, ambo le parti, avrebbero auspicato. Conte ovviamente non ha preso impegni e non lo ha fatto nemmeno il ministro dell’Economia Tria ma appare evidente come da parte loro vi sia la volontà di dialogare e di non chiudere pregiudizialmente la porta ad ogni ipotesi di trattativa.

Naturalmente lo scoglio maggiore Conte lo aveva a Roma ed era rappresentato dai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio fino a ieri decisi a non cedere di un millimetro dalla strategia fin qui portata avanti. “La manovra non si cambia” hanno ripetuto all’unisono fino a pochi minuti prima dell’incontro.

Adesso qualche spiraglio nell’Esecutivo sembra però aprirsi. Lo dimostrano le dichiarazioni di Matteo Salvini rilasciate all’Adnkronos. “Penso che nessuno sia attaccato ai decimali, se c’è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6, non è problema di decimali, è un problema di serietà e concretezza”. Il che non è certamente un segnale in direzione di un cedimento nei confronti dell’Europa ma nemmeno la conferma di una chiusura netta alla possibilità di ritoccare quel 2,4% che alla Commissione Ue proprio non va giù. Salvini aggiunge ancora: “Ho sentito Conte dopo il vertice, noi faremo di tutto per applicare buon senso e ragionevolezza nella trattativa con Bruxelles sulla manovra. Non vogliamo litigare con nessuno ma chiediamo solo di poter fare quello che gli italiani ci chiedono”.

Poù evidente e chiara invece l’apertura del M5S che con una nota spiega: “Il Presidente Conte ha tutto il nostro sostegno, il tema non è il muro contro muro sul deficit, su cui c’è sempre stato pieno dialogo.
Non difenderemo i numerini ma i cittadini. È essenziale che gli italiani possano trovare lavoro grazie al Reddito di cittadinanza e possano andare in pensione con quota 100. Queste misure e la platea individuata restano uguali”.

La parola decisiva arriverà stasera nel vertice di Governo che vedrà la partecipazione di Conte, Tria e i due vicepremier. Sarà in questa sede che la proposta di Juncker sarà messa sul tavolo per essere discussa. Ma soprattutto si fronteggeranno due linee: quella dialogante del Premier e del ministro dell’Economia decisi a negoziare con Bruxelles anche iniziando ad abbassare i toni dello scontro, e quella di Salvini e Di Maio che pur disponibili a non irrigidire eccessivamente le posizioni non possono permettersi di cedere troppo alla Ue dopo aver tirato oltremodo la corda e con le elezioni europee alle porte.

Anche perché fra le ipotesi in campo vi sarebbe quella di dirottare 4-5 miliardi dal reddito di cittadinanza e dalla quota 100 su altre misure pro-crescita, indirizzate agli investimenti. Anche questo sarebbe un ottimo segnale di dialogo per la Commissione europea. Ma saranno disponibili Salvini e Di Maio a sacrificare risorse sulle misure più importanti da loro messe in campo nella manovra?

Ludovica Scarpone 

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