Manifestazione Lega, Becchi a Salvini: “Vedo derive Dc. Manca l’uscita dall’euro”

Interviste

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Matteo Salvini ha seppellito definitivamente la Lega di Bossi? Ha impresso una svolta moderata al Carroccio? Si appresta a diventare il leader di una nuova Dc nel nome di De Gasperi e dimenticando completamente Miglio? E prendendo le distanze anche da Marine Le Pen? Sono stati questi i commenti circolati sui media all’indomani della manifestazione della Lega in Piazza del Popolo. Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Paolo Becchi, per capire se queste preoccupazioni sono fondate oppure no. Se Salvini può essere considerato ancora il leader del sovranismo in Europa. Chi può dirlo meglio di Becchi che ha da poco pubblicato il suo ultimo libro “Italia Sovrana” edito da Sperling & Kupfer.

Che impressione ha ricavato dalla manifestazione di sabato a Roma?

“Sicuramente si è trattato di una grande manifestazione di popolo, perfettamente riuscita. Se il messaggio era quello di riaffermare l’esistenza di una Lega nazionale, mi pare che ci sia poco da obiettare vista l’altissima partecipazione di militanti provenienti dal Sud. Anche la scelta di Roma mi pare vada chiaramente in questa direzione. Una scelta simbolica, ma che sta a testimoniare senza ombra di dubbio come il Carroccio, grazie a Salvini, non conosca ormai più confini. Dopo aver sfondato le periferie estreme della politica, ora il Ministro dell’Interno punta a conquistare il centro moderato con messaggi rassicuranti. Assorbe così l’elettorato di Forza Italia e punta ad imporsi anche nel Meridione””. 

Sul discorso di Salvini però ci sono state diverse obiezioni. C’è chi lo ha definito troppo moderato, quasi da democristiano. Condivide?

“Salvini ha toccato tanti temi, il più importante quello del rapporto con l’Unione Europea. Ha fatto bene a leggere i passaggi fondamentali del Trattato di  Maastricht, evidenziando chiaramente come sia l’Europa dalla parte sbagliata nell’ambito di questo scontro attualmente in atto sulla manovra economica. Perché l’Italia sta rispettando totalmente i trattati Ue. Poi però mi sarei aspettato che la battaglia si fosse spostata contro il Fiscal Compact, ossia il regolamento intergovernativo sul pareggio di bilancio, non previsto dai trattati ma che la Commissione europea vuole imporci di rispettare ad ogni costo. Salvini ha chiesto un mandato popolare per andare a trattare in Europa. Ma a trattare cosa? Se il negoziato si traduce nell’abbassamento del 2,4% del rapporto deficit-pil, allora significa che si vuole restare nell’ambito dei numeretti, ossia all’interno di una logica esclusivamente economica e non politica”. 

C’è chi ha evidenziato come siano stati citati tanti personaggi del passato, da Alcide De Gasperi a Martin Luther King, finendo con Giovanni Paolo II mentre non c’è stato nessun riferimento a Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega federalista. Un caso?

Miglio ormai non sembra quasi più nemmeno un ricordo per la nuova Lega nazionale. Giovanni Paolo II rappresenta il centro moderato fra il cattolicesimo di destra incarnato da Benedetto XVI e quello di sinistra espresso da Francesco. Martin Luther King è servito a dimostrare che la Lega non è affatto xenofoba e razzista come si tenta di dipingerla sui media. A questo punto mi chiedo: dove si vuole arrivare con questi toni moderati? Citando Alcide De Gasperi e la sua idea di Europa?”.

Ha provato a darsi una risposta?

“Non vorrei che queste illustri citazioni, siano il preludio alla formazione di un partito modello ‘balena bianca’ ossia capace di contenere tutto e il contrario di tutto, dagli euroscettici modello Borghi e Bagnai, agli europeisti critici ma sostanzialmente decisi a restare nella Ue, finendo con i cattolici. Non un progetto nuovo dunque, ma un qualcosa di molto simile a quella Dc tanto forte nella Prima Repubblica che ha guidato i destini del Paese per oltre cinquant’anni. Salvini forse pensa a creare un partito pigliatutto in grado di inglobare al proprio interno i moderati di Forza Italia, la destra della Meloni, il mondo cattolico e pezzi del M5S? Così però si rischia di perdere l’identità del partito. Se l’obiettivo è quello di ricostruire l’Europa su radici cristiane, ci bastano le lezioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e in sostanza anche quella di De Gasperi. Ma è soltanto questa la nuova idea di Europa?”.

Teme che la Lega stia snaturando la sua indole sovranista proprio a ridosso delle elezioni europee?

Resto coerente all’idea di Europa come confederazione di stati nazionali, in grado di mantenere la loro identità e  la loro sovranità. E’ ancora questo il progetto della Lega? Vuole una confederazione di Stati nazionali liberi e sovrani o la continuazione della Ue? E sull’euro? In Italia ogni volta che si parla di uscita dall’euro ci si nasconde dietro il contratto di governo precisando che questa ipotesi non è contemplata. Benissimo, ma in Europa il contratto di governo non vale, a meno che Lega ed M5S non decidano di presentarsi unite alle elezioni, ipotesi altamente improbabile. E allora? Cosa dirà il Carroccio in campagna elettorale? Che l’euro ora va bene? Ma ciò significherebbe rinnegare tutte le battaglie fatte dal 2014 in poi. Non si possono dimenticare i documenti scritti da Borghi contro l’euro e sulla necessità di riacquisire la nostra piena sovranità monetaria, con prefazione di Bagnai e postfazione di Salvini. E non dimentichiamo che nel programma della Lega alle precedenti elezioni politiche c’era proprio il recupero della sovranità monetaria. Vale ancora questo programma per le prossime elezioni europee? Credo che i cittadini debbano saperlo prima di andare a votare”. 

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