Manifestazione Lega, Santori: “Sbarco a Roma riuscito. Con noi Salvini più forte”

Interviste

La manifestazione di sabato 8 dicembre a Piazza del Popolo ha testimoniato ancora una volta come la Lega non sia più “il partito del Nord” ma ormai sia diventata a tutti gli effetti una “Lega nazionale”. Era infatti altissima la partecipazione di militanti provenienti dal centro e dal sud d’Italia. Roma e provincia hanno risposto alla grande, facendo la parte del leone, e anche le province del Lazio hanno offerto il loro determinante contributo al successo dell’iniziativa mobilitando le rispettive basi. Lo Speciale ne ha parlato con Fabrizio Santori, uno dei dirigenti del partito nel Lazio, impegnato in prima linea nel radicamento del partito nella Capitale e in tutto il territorio regionale.

Lo sbarco ufficiale della Lega a Roma è dunque riuscito?

Direi proprio di sì, i numeri sono stati impressionanti specie se rapportati a quelli di manifestazioni organizzate da altri partiti. E’ sotto gli occhi di tutti la forte attrazione che la Lega e Matteo Salvini riescono ad esercitare in questo momento. La manifestazione è stata importante perché, se da un lato ha messo in risalto ancora una volta la forte ed indiscussa leadership di Salvini, dall’altro ha anche confermato la presenza di una classe dirigente di altissimo livello. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare dalla viva voce dei ministri il prezioso lavoro svolto in questi primi sei mesi di governo, un lavoro di gran lunga superiore a quello svolto dagli esecutivi passati in tanti anni di attività. Abbiamo avuto anche modo di tracciare le linee guida per il futuro, specie in vista delle elezioni europee”.

Roma come ha risposto? C’è stata la grande mobilitazione da voi auspicata?

“Roma e il Lazio hanno risposto alla grande. C’è stata la partecipazione di centoventi comuni della provincia romana, ha funzionato egregiamente la strategia di gestione portata avanti dal coordinamento regionale con la suddivisione dell’hinterland della Capitale in macro aree. Roma città ha risposto con tutti i Municipi e con i vari coordinamenti che si stanno formando. Tenga conto che oltre ad aver riempito il nucleo centrale di Piazza del Popolo, erano sostanzialmente piene anche le vie limitrofe, da via del Corso a via del Babuino per un totale di circa 80mila persone. Il Lazio era poi organizzato con pullman provenienti da tutte le altre province, come stavano a testimoniare gli striscioni sulla piazza che indicavano la partecipazione massiccia di tutti i territori della nostra regione. Al termine della manifestazione inoltre abbiamo messo anche in campo un’efficiente squadra di pulizia della Piazza”.

Cosa per altro evidenziata dai media come un qualcosa di inedito. Che effetto le ha fatto?

Abbiamo impegnato nell’operazione una trentina di militanti dando un importante segnale di alto senso civico. Sono stato orgoglioso di aver cooordinato queste unità di pulizia che Salvini ha ringraziato pubblicamente con un post sui social. Roma ha dato una grandissima dimostrazione di attivismo, sia mobilitando il popolo della Lega e portandolo in piazza, sia offrendo una grande manifestazione di rispetto e di amore per il decoro della Capitale”.

Come commenta le accuse giunte all’indirizzo di Salvini, di essere stato troppo moderato, quasi democristiano, citando De Gasperi e dimenticando Miglio?

Che l’accusa non sta in piedi. Certe citazioni ci possono stare, visto che si tratta di personaggi che hanno fatto la storia e che possono essere apprezzati e condivisi da tutti: questo sia nel caso di De Gasperi che di Giovanni Paolo II o Martin Luther King. Una citazione di buon senso ci sta sempre bene. Ma mi pare che Salvini abbia chiaramente ribadito quali siano le priorità della Lega nella lotta all’immigrazione clandestina, nel campo della sicurezza, nel rapporto con l’Europa. Mi sembrano tutti temi storicamente di destra, come lo è anche la proposta di ripristinare l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. I valori dell’identità regionale infine non sono affatto scomparsi, ma sono oggi coniugati all’interno di un progetto di carattere nazionale. Non serve usare necessariamente le parole forti per affermare le proprie idee, contano i risultati e questi ci sono tutti come hanno chiaramente dimostrato Salvini e la delegazione ministeriale. Chi muove certe accuse temo non abbia sentito chiaramente ciò che è stato detto dal palco o forse non lo ha capito fino in fondo”. 

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