Decreto-Sicurezza. Regioni contro Salvini. Tutte su ordine del Pd

Politica

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Visto che la sinistra sembra essere scesa in campo per fare opposizione al governo gialloverde, una riflessione va fatta. Finora, infatti, Pd e Fi, hanno brillato per assenza, vuoto di idee e prospettive politiche. Le uniche alternative a Conte e ai due Dioscuri, in questi mesi sono state quella istituzionali (è noto che il capo dello Stato Sergio Mattarella non gradisce le politiche di Palazzo Chigi, specialmente quelle relative alla immigrazione da stoppare e l’anti-Ue), quella del papa (Francesco non perde occasione per bacchettare il “cattolico” Salvini sull’accoglienza), la giustizia (inchieste molto ideologiche, come quelle che hanno riguardato la Diciotti), e infine quella burocratica: l’Istat e l’Inps con i loro numeri allarmanti sulla mancata crescita e i buchi della manovra (al centro del mirino, il reddito di cittadinanza).

Invece, da qualche giorno in casa dem si respira un’aria nuova che esula dalle tematiche e contese interne, legate alle primarie che riorganizzeranno la dirigenza interna. Ma peccato che l’opposizione ancora una volta non sia frutto dell’attività del partito, ma delle realtà istituzionali. In questo caso, le regioni che hanno deciso di boicottare il Decreto Salvini. Regioni, ovviamente, a guida Pd.

Si tratta di cultura di governo e princìpi istituzionali che il ministro leghista sta violando? No, è una posizione politica che si ammanta di costituzionalità. Nella maggior parte dei casi, i governatori nemmeno hanno letto il decreto, ma già lo hanno bocciato. Toscana, Piemonte e Umbria hanno detto no. Faranno resistenza e gestiranno per conto loro, con finanziamenti a parte e decisioni autonome, la questione migranti.
E il Lazio e la Sardegna seguiranno a ruota. E’ la solita storia. La sinistra si arroga il diritto di incarnare la legge, la morale, la costituzione, il bene, l’etica, la democrazia, sempre minacciata dai nuovi Mussolini e dai nuovi Hitler. Prima è stato Berlusconi oggi è Salvini. Per i suddetti governatori, rivendicando la titolarità della materia, la legge è incostituzionale e destinata a creare caos nell’accoglienza e nelle strutture preposte.

E quando la legge li smentisce, affermano di agire in nome dell’umanità. Hanno sempre un scusa giusta.
Domanda: ma quando al governo c’erano Monti, Renzi e Gentiloni, le Regioni si sono mai mosse così violentemente a fronte di iniziative sbagliate (la Fornero, il jobs act etc)? E che dire del sindaco Orlando che contestò per collusioni addirittura Falcone? Lo stesso Orlando che oggi vuole rappresentare la legalità contro il governo?
Due pesi e due misure di cui l’Italia non ha più bisogno.

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