Brexit o May exit? Theresa verso le dimissioni e la gabbia dell’Europa

Esteri Politica

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La Gran Bretagna è entrata nel caos istituzionale. “Lavoro in Inghilterra da 20 anni, i miei contributi sono lì: senza un accordo che fine farà la mia pensione?” E’ la domanda sulla Brexit e sullo stallo attuale che oggi è emersa dalla trasmissione di Agora Rai di un’italiana all’estero, Costanza de Toma. E anche il presidente del Parlamento Europeo, Maurizio Tajani, si dice molto preoccupato – confessa in una intervista a “La Stampa” – per i 3 milioni e 600 mila cittadini europei che vivono nel Regno Unito, tra questi 600 mila italiani. Che fine faranno i loro diritti acquisiti? Le loro certezze?” si domanda.

Ed è normale, che il Regno Unito non possa uscire? Perché come dice il giornalista Pietro Senaldi c’è “il sospetto che questa Europa sia una gabbia”. 

Insomma le domande sono tante e il governo britannico di Theresa May non ha per ora in programma di chiedere all’Ue un rinvio dei termini della Brexit rispetto alla scadenza del 29 marzo.

In un’intervista alla Bbc Radio 4, la ministra Andrea Leadsom, brexiteer di spicco rimasta nel governo ha invece confermato che la premier prevede, se si salverà dalla sfiducia stasera, di incontrare esponenti dell’opposizioni per cercare una piattaforma d’accordo condivisa. Si vedrà con tutti esclusi uno: il laburista Jeremy Corbyn. Certo, in questo momento la cosa importante sarebbe anche solo che nel parlamento di Londra si decidesse cosa si vuole.

Di soluzioni percorribili ce ne sono. In tanti si interrogano e tra questi c’è chi come il dem Francesco Boccia propone una soluzione dirompente: “Per l’Europa l’opportunità di recuperare un pezzo di storia infranta ma per farlo serve la “Politica” con il coraggio di un nuovo referendum” ha scritto su Facebook il candidato alla segreteria del Partito Democratico. E anche per l’ex leader del partito euroscettico britannico Ukip, Nigel Farage, il Regno Unito si sta probabilmente dirigendo verso un secondo referendum sulla Brexit.

Staremo a vedere dopo stasera se la premier andrà incontro alla strada delle dimissioni innanzitutto. Questo comporterebbe la scelta di un nuovo leader del Partito conservatore e di un nuovo premier, che significa nuove possibilità e nuovo caos.

 

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