Sgombero Casapound, è “guerra” tra Campidoglio-Di Stefano… e la rete

Politica

Il ripristino della legalità vale anche per CasaPound. Peccato che riguardo allo sgombero, il vice presidente  di Casapound Simone Di Stefano ha ricordato via twitter che “non esiste nessuna sede di partito in Via Napoleone III come certificato da verbale GdF e quereleremo gli autori della mozione”.

Come andrà a finire?

Il caso

L’occupazione dell’immobile di Via Napoleone III è stata al centro dell’approvazione in Aula in Campidoglio di una mozione per sollecitare “il Ministero degli Interni, il prefetto e il questore al fine di predisporre lo sgombero immediato dell’edificio”. Alla fine la sindaca Virginia Raggi, che lo aveva già chiesto più volte, l’ha passato al voto dei consiglieri capitolini che ora hanno a loro volta passato la palla al Ministero dell’interno il compito di intervenire al più presto.

La politica 

Ovviamente c’è chi come il M5s, attraverso Alessandra Maiorino, ipotizza che CasaPound voglia lasciare il palazzo autonomamente e ciò “ben venga!” dice in una nota. Si sa, questa soluzione non avverrà mai. E allora…. “Salvini dimostri di tenere le distanze con la destra estremista che lo definisce ‘alleato’ o, come Franco Freda, ‘salvatore della razza bianca in Europa’”, aggiunge il dem Roberto Morassut. E il ministro dell’Interno Salvini ha risposto: “Come da programma concordato dalla Prefettura di Roma, procederemo con l’operazione sicurezza e sgombero di tutte le occupazioni illegali, nessuna esclusa, a partire già dai prossimi giorni dalle situazioni più pericolose per l’instabilità delle strutture e da quelle per cui ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso”.

La rete

Anche i social però dicono la loro. C’è chi fa polemica, chi ci scherza su, chi pregusta lo sgombero.

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