Verhofstadt, parla Rizzo (PC): “Ma non è quello che voleva ‘fidanzarsi’ con Di Maio?”

Interviste

Non si placano le polemiche per l’attacco che il leader dell’Alde Guy Verhofstadt ha indirizzato contro il premier Giuseppe Conte durante la sessione dell’Europarlamento. L’esponente liberale ha definito Conte “burattino di Salvini e Di Maio” e il premier italiano per tutta risposta ha replicato evocando i “burattini delle lobby”. Sulla vicenda è intervenuto a Lo Speciale il leader del Partito Comunista Marzo Rizzo che offre la propria chiave di lettura dello scontro e punta il dito contro quelle che, a suo giudizio, sarebbero le vistose contraddizioni del M5S.

Cosa pensa degli attacchi di Guy Verhofstadt contro il premier Conte?

Siamo ormai in piena campagna elettorale per le elezioni europee, e così come in Italia si usa la polemica come arma di propaganda, anche all’estero sta avvenendo la stessa cosa. Tuttavia non può sfuggire una contraddizione bizzarra”

Ossia?

“Conte, ma direi ancora di più Di Maio, sono stati insultati dall’ultima fidanzata che hanno avuto. Perché la questione non riguarda il governo, ma più direttamente il M5S. Verhofstadt è lo stesso che meno di due anni fa era pronto ad accogliere i 5Stelle nel gruppo dei liberali. La cosa ha dell’incredibile. I grillini erano pronti ad entrare nell’Alde che è il gruppo più europeista di Strasburgo, e non ci sono riusciti soltanto perché all’interno i nemici di Verhofstadt si sono opposti. Fosse stato per Di Maio e company sarebbero già dentro da un pezzo. E’ vero che la coerenza in politica non esiste più, ma se vanno avanti così i 5Stelle scompariranno”.

Le elezioni in Abruzzo sono state un campanello d’allarme quindi?

“Certamente. Il M5S brilla per la sua completa inaffidabilità politica sia interna che internazionale. Prendete la vicenda venezuela. Per bocca del ministro degli Esteri Moavero abbiamo appreso che le elezioni che hanno eletto il presidente Maduro sarebbero illegittime. Elezioni che ci sono state a maggio del 2018, ovvero otto mesi fa. Se ne accorgono soltanto oggi? Una cosa assurda. Non si può essere contro il Tap e poi approvarlo, non si può essere per la messa in sicurezza dell’Ilva e poi ricopiare il piano Calenda, non si può parlare contro gli F35 e poi rifinanziarli, non si può essere contro l’Unione europea e farsi dettare la manovra economica da Bruxelles”.

Quindi l’unico che le sta indovinando tutte è Salvini, visto che sta crescendo sempre di più?

“Salvini è la destra di questo Paese che noi combatteremo sempre”.

Ha fatto bene Conte a rispondere a Verhofstadt definendolo, seppur non in modo esplicito, “burattino delle lobby”?

“Ho scritto un libro proprio per spiegare che tutto ciò che è avvenuto in Europa in questi anni non è frutto del caso, non è stato un errore, ma un piano organizzato proprio da determinate lobby finanziarie. Chi dice che l’errore sta nell’aver anteposto l’unione monetaria a quella politica fa finta di cadere dalle nuvole, perché sa benissimo che questa è stata una scelta voluta. Mi fa piacere che Conte se ne accorga, peccato solo che lo faccia oggi perché insultato da un personaggio con cui il suo partito voleva convolare a nozze”.

In casa Pd sta prendendo quota l’idea del fronte repubblicano di Calenda. Tutti i candidati alla segreteria sembrano interessati alla proposta. Cosa ne pensa?

“Il progetto del Pd, ancora di più se coniugato in versione Calenda, strizza chiaramente l’occhio ai poteri forti dell’Europa e noi mai saremo da quella parte. I comunisti, quelli veri, saranno sempre contro tutte le lobby, nessuna esclusa. Per ciò che riguarda il capitolo europee riuniremo il nostro comitato centrale nelle prossime settimane”. 

 

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