Nord Corea, il giallo della ragazza figlia dell’ex ambasciatore rimpatriata

Esteri Politica

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Un problema di rapporti tra ambasciate. Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a ‘Radio anch’io’ su Radio1 parlando della figlia dell’ex rappresentante d’ambasciata della Corea del Nord rimpatriata dopo la diserzione dei genitori.

“Non c’entro nulla, è una questione che riguarda il ministero degli Esteri. Chiedetelo al ministro degli Esteri. In Aula vado a riferire su quello che è di mia conoscenza e di mia competenza, non ne sapevo un’accidente, cosa vado a riferire?” ha continuato Matteo Salvini.

L’ipotesi che mette sul tavolo è poi questa: “Se c’è una ragazza che ha voluto tornare dai nonni nel suo paese -aggiunge-, ha preso un aereo di linea, arrivando tranquillamente in aeroporto e superando i controlli senza dire nulla cosa c’entra il ministro dell’Interno?”.

Peccato che si tratti di una persona in oggettivo pericolo, trattandosi della figlia minorenne di un rappresentante diplomatico nel nostro paese che aveva pubblicamente chiesto asilo politico… Come è stato possibile che agenti dello stato nord-coreano abbiano potuto rapirla a Roma? E come è possibile che abbiano potuto imbarcarla per il volo?

Il Ministero degli Esteri pare non sappia più di tanto. Anzi, spiega bene come è andata per lui la vicenda. 

A seguito delle domande di chiarimento sulla vicenda dell’ex Incaricato d’Affari nordcoreano in Italia, Jo Song Gil, aveva precisato e reso noto di aver ricevuto per via diplomatica dall’Ambasciata della Corea del Nord a Roma la comunicazione relativa all’avvicendamento del funzionario presso l’Ambasciata stessa.

La Farnesina aveva ricevuto due note formali al riguardo. Nella secondo nota si informava che l’ex Incaricato d’Affari Jo Song Gil e la moglie avevano lasciato l’Ambasciata il 10 novembre e che la figlia, avendo richiesto di rientrare nel suo Paese dai nonni, vi aveva fatto rientro, il 14 novembre 2018, accompagnata da personale femminile dell’Ambasciata.

E cosa sta attualmente facendo l’Italia – conclude – per ottenere dalla Corea del Nord garanzie sulla sua incolumità?

 

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