Bufera su Fazio, parla Meluzzi: “Macron è stato nazionalista eccome. Le mie domande”

Interviste

Non si placano le polemiche sull’intervista del presidente francese Emmanuel Macron nel programma di Fabio Fazio, andata in onda domenica sera in prima serata su Raiuno. Non è piaciuta alla rete soprattutto la frase del conduttore di Che Tempo che Fa che al presidente francese ha detto:  “Si dice che Parigi sia la capitale d’Italia anche per quanti sono gli italiani che abitano qui e anche viceversa”. Poi ovviamente molti hanno criticato i troppi “silenzi” su tante questioni spinose che riguardano i rapporti Italia-Francia, come gli sconfinamenti della Gendarmeria in territorio italiano, i migranti rispediti di notte oltre confine, le polemiche sul franco coloniale ecc. Interviene anche lo psichiatra, scrittore e opinionista televisivo Alessandro Meluzzi, intervistato da Lo Speciale che annuncia anche l’uscita del suo nuovo libro.

Ha visto Macron da Fabio Fazio. Che ne pensa?

Siamo stati spesso abituati a vedere interviste non aggressive verso determinati leader politici, ma ritengo che stavolta si sia andati oltre. Sconcertante affermare come ha fatto Fazio che Parigi è la Capitale d’Italia, sembra quasi voler evidenziare una sorta di sudditanza di fatto nei confronti della Francia. Macron è stato quello di sempre, sicuro di sé, arrogante, vanitoso, totalmente slegato dalla crisi violenta che sta squassando il suo Paese. Certo che per la sinistra planetaria che aveva investito tutto su questo prodotto della grande finanza, sperando che divenisse il leader di una nuova sinistra liberal progressista e social globalista e migrazionista, le cose non stanno andando molto bene”.

Nessuna richiesta di chiarimento sulle incursioni della gendarmeria francese al confine italiano a Bardonecchia o sulla condanna del Cedu per il trattamento riservato dai francesi ai minori richiedenti asilo. Come lo spiega?

“Era scontato che nessuna domanda sarebbe stata posta su questi temi. Se è per questo sarebbe stato molto più importante discutere, sì delle incursioni francesi in Italia, ma di quelle di natura economica e finanziaria più che di quelle della gendarmeria. Poi sarebbe stato interessante parlare di come i francesi intendono l’Unione europea e la politica monetaria, dei toni usati dai rappresentanti di Parigi nei vertici della Ue, degli insulti rivolti al nostro Paese in più occasioni. Le incursioni della Francia in Italia direi che sono permanenti e di ogni tipo. Altro che Parigi capitale!”.

Macron ha ridotto le polemiche con l’Italia a semplici malintesi e ha invitato ad andare oltre, presentandosi lui come l’offeso pronto a dimenticare e perdonare. E’ venuto insomma ad aprire la campagna elettorale anti populista a Roma?

Macron verso l’Italia ha un atteggiamento di totale negazione, arroganza e sopraffazione, come ce l’hanno i signori delle lobby finanziarie e globaliste internazionali che lo hanno sostenuto. Un simile comportamento dovrebbe scatenare una reazione acuta fra gli italiani che purtroppo non vedo, se non nelle dichiarazioni di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Detto questo credo che l’intervista non abbia giovato né a Fabio Fazio, né al suo programma, né alla Rai e ancora meno al partito filo-francese in Italia pieno zeppo di persone che hanno ricevuto, non si sa bene a che titolo, la Legion d’onore come se avessero combattuto nella Legione straniera. Forse questi signori hanno servito la Francia proprio come facevano i legionari?”.

In compenso il filo conduttore ancora una volta è sembrato essere il contrasto alle nuove forme di nazionalismo. Come giudica l’appello di Macron a non fidarsi dei cosiddetti sovranisti? Da un lato sembra invitare il governo a fumare il calumet della pace, dall’altro torna a descrivere Salvini e company come pericolosi.

“Il nazionalismo è permesso soltanto a francesi e tedeschi. Il nazionalismo si nega alle nazioni coloniali e l’Italia sicuramente non è fra queste, visto che quando qui c’era Giulio Cesare loro stavano ancora sulle palafitte. Il problema semmai va invertito. E’ invece il momento che l’Italia ritrovi dignità nazionale, sovranità, autonomia, rivolta ideale. Sta per uscire un mio libro intitolato proprio ‘Italia rivolta ideale-identità, felicità, sicurezza e sovranità’ e sarà dedicato a spiegare cosa significhi per una Nazione riscoprire se stessa, la propria storia, ritrovare la propria memoria, le proprie tradizioni, la propria identità per l’appunto. Se ogni italiano rinuncia a fare gli interessi del proprio Paese, chi può pensare che possano farlo altri? Non è affatto vero che gli interessi della Francia e della Germania coincidano con i nostri, né sul piano economico, nè su quello geopolitico. Il problema è che francesi e tedeschi sono bravi a fare i loro interessi, gli inglesi se ne sono andati per la loro strada, e gli italiani purtroppo rischiano di continuare ad essere come la Littizzetto mascherata da Marianna con il mazzo di fiori fra le braccia, sudditi degli altri”. 

Condividi!

Tagged