Via della Seta, G.Chiesa: “Italia su Cina batte la Ue. Salvini sbaglia”

Interviste

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Via Della Seta, pronto l’accordo commerciale fra Italia e Cina che sarà sottoscritto presumibilmente la prossima settimana dal presidente cinese Xi Jinping e dal primo ministro italiano Giuseppe Conte. Intervistato dal Corriere della sera il premier ha dichiarato: «L’Italia fisserà con la Cina — attraverso un memorandum che, preciso subito, non ha la natura di accordo internazionale e non crea vincoli giuridici — una cornice di obiettivi, principi e modalità di collaborazione nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road, un importante progetto di connettività euroasiatica cui il nostro Paese guarda con lo stesso interesse che nutriamo per altre iniziative di connettività tra i due continenti. Il testo, che abbiamo negoziato per molti mesi con la Cina, imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso, in pieno raccordo con l’Agenda 2030, l’Agenda 2020 di cooperazione Ue-Cina e la Strategia Ue per la connettività euroasiatica. Abbiamo preteso un pieno raccordo con le norme e le politiche Ue, più stringente rispetto ad accordi analoghi firmati da altri partner Ue con Pechino. Abbiamo inserito chiari riferimenti ai principi di sostenibilità economica, sociale, ambientale, di reciprocità, trasparenza e apertura cari all’Italia e all’Europa». Un accordo che però è visto come il fumo negli occhi dagli Stati Uniti e dall’Unione europea e che non piace a Matteo Salvini che teme una “colonizzazione cinese” in Italia. A queste obiezioni risponde il giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici, direttore di Pandora Tv, intervistato da Lo Speciale.

L’accordo Italia-Cina è definito dal premier Conte una grande opportunità di sviluppo per il nostro Paese che andrà di fatto ad inserirsi a pieno titolo nelle rotte commerciali di Pechino. Nel contempo c’è chi guarda con ostilità al progetto: quali sono alla fine i pregi e i difetti?

“Se vivessimo  in un Paese normale il problema neanche si porrebbe. Il fatto è che noi non viviamo affatto in un Paese normale. La Via della Seta è l’unica, vera, seria proposta sul piano internazionale per affrontare una svolta epocale che avverrà comunque, con o senza l’Italia. In questo senso l’attenzione del nostro governo è un segno di intelligenza, perché dimostra la volontà di partecipare e di non restare fuori dai benefici di questa iniziativa. Devo dire che dalla lettura dei documenti che costituiscono l’accordo non emerge alcun rischio per l’Italia se non sulla base di quel pregiudizio ideologico che ci vorrebbe sempre, in ogni caso, in qualunque circostanza, anche quella a noi più sfavorevole, appesi agli interessi degli Stati Uniti d’America”.

Conte ha escluso che l’accordo possa rappresentare, come temono Usa e Ue, una penetrazione geopolitica della Cina in Occidente con l’Italia nelle vesti di cavallo di Troia. E’ davvero così?

Ripeto, qui la questione è legata unicamente ad un pregiudizio di natura ideologica. Del resto anche l’Europa non rifiuta di discutere, dice soltanto che dobbiamo come italiani fare parte di un progetto comune. Questo di per sé è anche ragionevole. Ma le cose che dice l’Europa sono perfettamente in sintonia con quelle dette dall’Italia. Semplicemente il nostro Paese ha fatto un passo preliminare in più, che dimostra un maggiore dinamismo rispetto al resto della Ue”.

Conte si è affrettato a ribadire piena fedeltà all’Alleanza Atlantica. Pensa ci potranno essere conseguenze per l’Italia in sede internazionale con l’Europa e gli americani?

“Come ho detto prima non viviamo in un Paese normale, quindi chiunque si trovi a fare una cosa più o meno normale viene considerato un reprobo o un pazzo. Alla fine tutto viene stemperato con dichiarazioni politiche più o meno calmieranti. La questione vera è che ci troviamo di fronte alla classica tempesta in un biccher d’acqua. Pur non essendo ancora accaduto nulla, perché questa è la realtà dei fatti, la vicenda è talmente ideologica da far saltare in piedi tutti i filo-americani di casa nostra, nel dire che non si possono toccare gli interessi dell’Occidente. Se questa è la linea però non ha più senso parlare di sviluppo dell’Italia, di rilancio economico nel contesto internazionale, di partecipazione alle linee guida più dinamiche che esistono su scala mondiale. Certo, la Cina già oggi è un grande interlocutore, questo è scontato, ma dire che mostrarsi disponibili ad un nuovo grande flusso economico che dovrà attraversare l’Italia significa automaticamente cambiare campo, è un atteggiamento suicida. Non saprei definirlo altrimenti”.

Per Salvini si corre il rischio di una colonizzazione cinese in Italia. Come risponde?

Devo dire che Salvini da tempo sta mettendo in atto una serie di iniziative che dimostrano quanto poco creda nel sovranismo. Anche lui sta cercando di intrecciare un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti d’America. Mi pare faccia molta fatica ad avere una politica estera davvero indipendente. Sulla Via della Seta, così come sulla Tav, finisce il suo sovranismo con il quale si è presentato al Paese. Sulla Tav il sovranismo salviniano nei confronti dell’Europa è pari allo zero, e la stessa cosa può dirsi per ciò che concerne l’accordo fra Italia e Cina. Qualcuno dovrà prima o poi spiegarmi in cosa consiste davvero il sovranismo della Lega, alla luce di queste ultime sorprendenti posizioni del suo leader”. 

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