Via della Seta, tutta la verità e cosa c’è dietro

Politica

La proposta della Repubblica Popolare Cinese al Governo Italiano di aderire al progetto della “Via della Seta”, predisponendo il porto di Trieste quale terminale delle merci provenienti da Oriente, ha scatenato forti polemiche.

Il progetto cinese, originariamente denominato OBOR – One Belt One Road (una cintura una via), attualmente BRI – Belt Road Iniziative, al quale ha aderito anche la Federazione Russa, è l’evento più significativo del XXI° secolo, forse addirittura del terzo millennio. Definita anche la Via della Seta 2.0, un tale progetto prevede la realizzazione di importanti infrastrutture, denominate corridoi, quali assi viari, ferrovie, porti per la navigazione e quant’altro possa favorire il collegamento sempre più veloce tra oriente e occidente.

Si tratta di un tema molto importante e pieno di implicazioni geopolitiche. Siamo sollo alla prima puntata di un’inchiesta che lo Speciale intende trattare.

La via della seta è stata per svariati secoli la vera cinghia di trasmissione tra Oriente e Occidente, non soltanto per lo scambio delle mercanzie, ma soprattutto per la circolazione delle dottrine spirituali e filosofiche, delle idee religiose, della cultura, dell’arte, etc..
I terminali dai quali si dipanavano, fin dal Medioevo, i viaggi da Ovest verso Est e dove si concludevano quelli da Est verso Ovest erano i porti delle celebri città italiane – Genova, Livorno, Amalfi e Venezia – che non a caso sarebbero, poi diventate “Repubbliche Marinare”.

Quindi, dando uno sguardo alla storia più moderna, sono almeno due-trecento anni che le potenze marittime emergenti, prima l’Inghilterra e poi gli Stati Uniti d’America, tentano in ogni modo di impedire che si ricostituisca la via della seta, di spezzarne il percorso, di frapporre ostacoli alla libera circolazione delle merci tra Oriente e Occidente.

Varie guerre sono state combattute per questa ragione, con enormi perdite umane; ne vorrei ricordare solo alcune: la guerra dell’oppio; le varie guerre di conquista dell’Afghanistan, dapprima ad opera degli inglesi, poi dell’Unione Sovietica e infine degli USA; le guerre coloniali inglesi per il dominio sulle indie; parte della seconda guerra mondiale (quella combattuta negli scenari estremo orientali); la guerra di Corea; la guerra del Vietnam; da ultimo la guerra in Siria.

In quest’ultimo spaventoso conflitto siriano, che è stato un vero e proprio conflitto mondiale, in quanto tutte le principali potenze – USA, Germania, Francia, Inghilterra, Turchia, Russia, Cina e Iran – vi sono state coinvolte, Russia Cina e Iran hanno perseguito lo scopo di liberare l’ultimo tratto della via della seta, quello che dall’Iran e dall’Iraq sfocia nel Mar Mediterraneo.

Ebbene, una considerazione balza evidente agli occhi di tutti gli osservatori: QUESTA GUERRA PLURISECOLARE E’ STATA VINTA DA RUSSIA, CINA E IRAN, vere e proprie potenze euroasiatiche e persa dalle potenze marittime NATO, USA e Gran Bretagna (che la NATO sia una potenza militare marittima lo si evince dal nome Nord Atlantico, rappresentato dalle prime due lettere della sigla).

Se non avessere vinto questa guerra plurisecolare, Cina e Russia non potrebbero neanche immaginare di progettare e realizzare una nuova Via della Seta per il terzo millennio.

di Francesco Tallarico

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