La Nuova Politica di Coesione 2021-2027. Premessa

Economia

“La politica di coesione in Italia per il periodo 2021‐2027: Gli Obiettivi di policy 2021-2027, novità rispetto alla precedente programmazione e i riflessi sugli Enti Locali”

Prof. Luca Saraceni

La presente pubblicazione è divisa in numero 7 articoli

Articolo 1 di 7

Premessa
La presente trattazione non pretende di essere esaustiva né completa circa gli argomenti in oggetto, ma di aprire allo spunto di riflessioni preliminari agli operatori del settore, per questi intendendo il personale delle amministrazioni pubbliche che saranno chiame ad interagire con la gli strumenti che saranno offerti dalla politica di coesione 2021-2027. Queste riflessioni sono a loro rivolte e sarà loro compito cercare di condividerle con i decisori politici locali – regionali e delle amministrazioni locali più prossime ai cittadini – per cercare insieme di orientare le scelte dei prossimi anni verso misure di intervento che maggiormente siano aderenti agli orientamenti dell’UE e delle sue misure di intervento. Molti degli amministratori e decisori politici saranno, per la data di messa a regime operative dei nuovi avvisi, nuovi e comunque di colore diverso da quelli attuali, ma non per questo non dovranno occuparsi dei molteplici strumenti che saranno loro messi a disposizioni dall’UE, ed anzi, interessarsi già da adesso, da questa fase di lavori preparatori della politica di coesione per il periodo di Programmazione 2021-2027, a quelli che sono gli orientamenti e lo spirito degli interventi che interesseranno praticamente il prossimo decennio, considerando n+2, quindi fino al 2029. Una politica intelligente pensa non al prossimo anno ma alla prossima generazione; se non così lungimirante dovrebbe pensare almeno al prossimo mandato, ed includere nei programmi, proposte coerenti con quanto sarà finanziato dalla prossima Politica di Coesione. Inoltre, particolare riguardo ed interesse per gli operatori pubblici, è la capacità amministrativa che sarà integrata con obiettivi settoriali, non dovendosi più disporre di un obiettivo politico separato, ma viene data la possibilità di distribuire gli investimenti nella capacità amministrativa nell’ambito di ciascun obiettivo di policy.
Di seguito sono descritte le linee di intervento delle che caratterizzeranno la Politica di Coesione 2021-20127, che sono state semplificate dalla Commissione Europea dagli undici obiettivi tematici del settennato 2014-2020 ai cinque più ampi obiettivi, oltretutto caratterizzati da un grado di flessibilità che consentirà agli Stati Membri di trasferire risorse nell’ambito di una priorità.
A seguito della descrizione, sono illustrate le principali novità che interessano la nuova Politica di Coesione, che denotano come la Commissione non sia rimasta sorda ai segnali giunti, non solo dal nostro Paese, che hanno evidenziato criticità a volte preclusive riguardo il completamento degli interventi previsti, ed a volte anche la stessa partenza degli interventi.

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027) la Commissione propone di rendere moderna la politica di coesione, vale a dire la principale politica di investimenti dell’UE e una delle sue più concrete espressioni di solidarietà.
Al Fondo FESR la Commissione propone di assegnare 226,3 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, comprensivi della quota destinata alla Cooperazione Territoriale Europea (CTE) pari a 9,5 miliardi; mentre il Fondo di Coesione, che non riguarda l’Italia(1), potrà contare su quasi 46,7 miliardi di euro. Al Fondo FSE+, che assemblerà le risorse assegnate nel periodo 2014-2020 al FSE, a Garanzia Giovani (Iniziativa per l’Occupazione Giovanile), al Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), al Programma EaSI (Employment and Social Innovation) e al Terzo Programma per la Salute, saranno destinati 101 miliardi.
Per l’Italia assistiamo invece ad un consistente aumento di risorse: nel periodo 2021-2027 ammonteranno, infatti, a circa 43,5 miliardi di euro, con un incremento pari al 29%, dovuto all’aggiornamento dei criteri di ripartizione delle risorse tra Stati membri.

Alcune novità
La Commissione per il nuovo periodo di programmazione propone una serie di importanti cambiamenti in un’ottica di semplicità, flessibilità ed efficienza. Innanzitutto gli 11 obiettivi tematici del periodo 2014-2020 saranno sostituiti da cinque più ampi obiettivi che consentiranno agli Stati di essere flessibili nel trasferire le risorse nell’ambito di una priorità, ed in particolare:
Gli investimenti per lo sviluppo regionale saranno principalmente incentrati sugli obiettivi 1 e 2. Tra il 65% e l’85% delle risorse del FESR e del Fondo di coesione sarà assegnato a queste priorità, in funzione della ricchezza relativa degli Stati membri.

Di seguito gli articoli precedenti che fanno parte della collana:

La Nuova Politica di Coesione 2021-2027. La collana diretta dal Prof Luca Saraceni

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