Elezioni, tutti al voto. Ecco chi potrà cantare vittoria

Politica

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Ci siamo, siamo arrivati al finale di questa campagna elettorale davvero esasperata ed esasperante. 

E’ stato a tutti evidente come in queste settimane, la competizione europea sia stata trasformata in un test esclusivamente nazionale, una sorta di assaggio di possibili elezioni politiche anticipate. L’Europa è stata infatti la grande assente di questa campagna elettorale che ha visto sul ring a darsele di santa ragione i due azionisti dell’attuale governo, Lega e Movimento 5Stelle.

I quali però si sono accusati di tutto e di più, ma hanno parlato poco o nulla di temi europei. Porti chiusi, lotta alla corruzione, abuso d’ufficio, sicurezza bis, sblocca cantieri, tutti temi che con le elezioni europee c’entravano come lo zucchero sugli spaghetti al pomodoro.

Dal voto di domenica con ogni probabilità dipenderà anche il futuro di questo governo e si capirà se Conte potrà continuare a restare ancora a Palazzo Chigi o se entro l’anno gli italiani saranno chiamati di nuovo alle urne per eleggere il nuovo Parlamento.

Ma cerchiamo di capire chi potrà cantare vittoria e chi no, lunedì mattina quando saranno finalmente noti a tutti i risultati scaturiti dalle urne.

La Lega di Matteo Salvini per mesi è stata presentata da tutti i sondaggi in costante ascesa. Sembra scontato che il Carroccio sarà il partito più votato e che crescerà notevolmente rispetto alle ultime politiche quando aveva ottenuto il 17% dei voti. Ma arrivati a questo punto a Salvini tutto ciò potrebbe non bastare. E se la Lega non raggiungerà almeno il 30% allora rischierà seriamente di non poter cantare vittoria. Anzi, tutti i giornali c’è da aspettarselo titoleranno all’unisono: “La Lega vince ma non sfonda”, considerando che appena un mese fa i sondaggi la davano addirittura intorno al 35%. Non servirà a nulla spiegare che comunque il Carroccio avrà aumentato in modo consistente i voti rispetto alle politiche e sarà il primo partito italiano, perché intorno al successo di Salvini si sono accese forse troppe aspettative e un risultato inferiore al 30% rischia di suonare come un mezzo flop.

Il Movimento 5Stelle potrà cantare vittoria in tre casi: se riuscirà a ridurre al minimo la distanza con la Lega che ad un certo punto, sempre stando ai sondaggi dei mesi scorsi, sembrava addirittura superiore al 10%, se riuscirà ad essere il secondo partito italiano e se infine riuscirà a superare e distaccare il Pd di Zingaretti. Se i 5Stelle centreranno questi tre obiettivi allora potranno dirsi soddisfatti, pur avendo perso consensi rispetto alle politiche e Di Maio potrà rivendicare di aver azzeccato la strategia delle ultime settimane di attacco frontale all’alleato di governo, cavalcando soprattutto il caso Siri e le inchieste per corruzione. Se invece lo scenario post voto sarà diverso, allora nel M5S la leadership del vicepremier potrà essere messa seriamente in discussione e a livello di governo sarà molto difficile per i 5Stelle arginare le pretese della Lega. Che più voti prenderà rispetto ai grillini, più alzerà la posta nell’esecutivo.

Il Partito Demoratico di Zingaretti prenderà sicuramente più voti rispetto al Pd renziano delle ultime politiche. Ma è evidente come sarà molto difficile per i dem poter dire di aver vinto se resteranno terzi e falliranno l’operazione sorpasso del M5S. Del resto non ci voleva molto a fare meglio di Renzi, ma prendere qualche punto percentuale in più rispetto al 18% delle politiche superando il 20, sarebbe magra consolazione di fronte ad un M5S capace di mantenere comunque le distanze.

Forza Italia ormai è ridotta ad accontentarsi  di quello che passa il convento. Tutto ciò che arriverà in termini di consenso sarà accolto a braccia aperte. L’obiettivo in casa azzurra è raggiungere, e possibilmente superare, la soglia del 10%. Gli ultimi sondaggi davano gli azzurri all’8% e questo spiega perché Silvio Berlusconi nonostante i suoi evidenti problemi di salute abbia deciso di candidarsi, spostandosi da un salotto televisivo all’altro lanciando appelli agli elettori e rispolverando i temi che erano in agenda già nel lontano 1994. Forza Italia alle politiche aveva preso il 14% ma nei mesi successivi si è registrato un consistente travaso di voti in direzione della Lega. Obiettivo di queste elezioni sarà contenere i danni.

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sogna il sorpasso su Forza Italia e se ciò avvenisse sarebbe senza dubbio una grande vittoria. Ma Berlusconi sta lottando con le unghie e con i denti per tenere alto l’onore degli azzurri e recuperare terreno rispetto agli alleati sovranisti. Tutto ciò che verrà in più rispetto al 5% previsto dagli ultimi sondaggi prima che scattasse il divieto di diffusione, sarà naturalmente ben accetto. Soprattutto se consentirà di ridurre al minimo le distanze rispetto agli azzurri.

Per tutti gli altri partiti la vittoria consisterà nel raggiungere la fatidica soglia del 4% indispensabile ad eleggere eurodeputati.  Per questo obiettivo stanno lottando Più Europa di Emma Bonino, la Sinistra di Fratoianni e altre forze minori. Molte di queste sanno perfettamente che si tratterà di una missione impossibile, ma in certi casi basterà anche uno zero virgola in più rispetto alle precedenti elezioni per esultare legittimamente.

Non resta che aspettare quindi i risultati delle urne. Buon voto a tutti. 

 

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