Toti lancia “L’Italia in crescita”. Grandi manovre in Forza Italia

Politica

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Sembra proprio che ormai fra Giovanni Toti e Forza Italia il divorzio sia questione di (poche) settimane.

Il governatore della Liguria, ormai da tempo critico con la gestione del partito ad opera di quello che è considerato il “cerchio magico” che ruota intorno a Silvio Berlusconi, ha deciso di fare sul serio passando dalle parole ai fatti.

Toti ha infatti convocato per il 6 luglio a Roma, al Teatro Brancaccio, un’assemblea di tutto il centrodestra intitolata “L’Italia in crescita” annunciata sulla sua pagina Facebook.

“Per chi non si rassegna al declino di un’area politica e del Paese – scrive Toti – Per chi sogna merito, competenza, impegno, democrazia. Per chi vuole una Italia in crescita. Per costruire un Paese nuovo abbiamo bisogno anche di te”. Una sorta di invito a partecipare all’evento che certamente non è stato accolto calorosamente in casa azzurra, dove molti accusano il governatore di non aver sostenuto Forza Italia alle europee giocando di sponda con Giorgia Meloni.

Il fatto è che diversi esponenti forzisti avrebbero già ufficializzato la loro presenza cominciando dall’ex sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali che ha dichiarato: “Parteciperò a questa iniziativa, mi auguro ci sia un’inversione di tendenza dentro FI. Auspico che partecipi anche il presidente Berlusconi, che resta l’unico leader, incontrastato e incontrastabile. Spero, però, che, interpretando le esigenze della base, stabilisca una volta per tutte le regole per selezionare la nuova classe dirigente del partito e avviare così il rilancio”.

Un invito che difficilmente l’ex premier accetterà considerando che ha già suonato il de profundis a Toti ricordandogli che tutti quelli che sono usciti da Forza Italia hanno fatto una brutta fine politica. 

Ma sono tanti i dirigenti che sul territorio lamentano una gestione autoritaria del partito e l’assenza di discussione e confronto. E l’iniziativa di Toti per molti sembra rappresentare la zattera ideale per abbandonare un partito che sta affondando dirigendosi verso lidi migliori, Fratelli d’Italia che è in crescita e la Lega di Salvini. 

Il 6 luglio il governatore ligure dovrà essere molto esplicito: andrà a federare il suo partito con Fratelli d’Italia come pensano molti, oppure darà vita ad un movimento autonomo, una sorta di partito centrista a vocazione sovranista diverso quindi da Fi? Due ipotesi che nell’ottica di Salvini e della Meloni dovrebbero avere come unico obiettivo favorire l’uscita di Berlusconi dall’alleanza di centrodestra.

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