Borghi (Lega) replica a Draghi su minobot: “Falso dire che creano altro debito”

Politica

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La Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi all’unanimità una mozione che prevede la possibilità di emettere minibot, ovvero titoli di stato di piccolo taglio da utilizzare per pagare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.

L’idea è portata avanti da anni da alcuni economisti, in testa a tutti Claudio Borghi, parlamentare della Lega e attuale presidente della Commissione Bilancio della Camera. Il fatto che Borghi e altri economisti favorevoli alla proposta, vedi il neo deputato europeo Antonio Maria Rinaldi, siano da sempre attestati su posizioni euroscettiche, ha fatto saltare sulla sedia economisti convintamente europeisti come Riccardo Puglisi; il quale ha criticato nei giorni scorsi i parlamentari che hanno approvato la mozione accusandoli di non aver capito cosa stavano effettivamente votando.

Perché a detta di Puglisi, i minibot altro non sarebbero che una moneta parallela mascherata, il cui unico obiettivo sarebbe quello di avviare il percorso di uscita unilaterale dell’Italia dall’euro. Nonostante Borghi e gli economisti euroscettici abbiano sempre ribadito che un’uscita unilaterale sarebbe pressoché impossibile.

Ieri a bocciare i minibot è sceso in campo niente meno che il presidente della Banca Centrale europea Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa. A specifica domanda Draghi ha risposto: “I minibot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”.

Ma cosa ne pensa in proposito il presidente Borghi? “Draghi vuole sapere se sono una valuta o sono nuovi debiti? Ebbene – ci risponde il parlamentare leghista – la mia risposta è che si tratta di debiti, se parliamo di buoni del Tesoro di piccole dimensioni. Ma quello che è necessario comprendere è che non si tratta di nuovo debito. visto che i minibot deriverebbero da un debito di Stato già esistente nei confronti di imprese, fornitori e cittadini. Quindi – aggiunge ancora Borghi – l’importante è che non si tratti di debito addizionale“.

Secondo il presidente della Commissione Bilancio le strade sarebbero sostanzialmente due: “O i debiti della pubblica amministrazione si fanno sparire non pagando i fornitori, e non mi pare proprio il caso di ricorrere ad una soluzione del genere, o dato che i soldi non si stampano più si emette un bond normale per ottenere il denaro e procedere con i pagamenti”.

Ma come mai i minibot fanno così tanta paura? Soltanto perchè si teme che attraverso di essi si possa ufficializzare una moneta parallela e si possa in qualche modo creare una possibile via di uscita dall’euro? “Credo di sì” taglia corto Borghi, che ieri sera ospite di Piazza Pulita incalzato da Ferruccio De Bortoli ha ribadito che l’ipotesi dell’uscita dall’euro non è contemplata nel contratto di governo e che un’uscita unilaterale dell’Italia non sarebbe fattibile.

Insomma la battaglia è soltanto all’inizio e va ad intrecciarsi con lo scontro fra il governo italiano e la Commissione Ue che ha chiesto formalmente l’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per debito eccessivo. Il governo si è detto pronto al dialogo, ma sembra molto difficile almeno per il momento trovare una sintesi fra le richieste dell’Europa e il programma di governo di Lega ed M5S fondato proprio sui due provvedimenti più contestati a Bruxelles: reddito di cittadinanza e quota 100 con abolizione della Legge Fornero difesa a spada tratta da Moscovici e company.

 

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