Papa Francesco contro lo scandalo della miseria (che la crisi aumenta)

Politica

13 giugno. Giornata Mondiale dei Poveri: “A loro non si perdona neppure la loro povertà, sono trattati come rifiuti in una discarica umana” ha tuonato il Papa oggi, che sembra sempre più deciso ad attaccare chi non ha pietà cristiana nei confronti dei poveri esuli dalle proprie terre.

“Si possono costruire tanti muri – ha poi aggiunto sembrando richiamare la politica dei sovranisti e in particolare di Salvini – e sbarrare gli ingressi per illudersi di sentirsi sicuri con le proprie ricchezze a danno di quanti si lasciano fuori. Non sarà così per sempre”.

ARRICCHIMENTO A DANNO DEI POVERI
D’altronde per Francesco “la crisi economica non ha impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l’ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati. Tornano alla mente le parole dell’Apocalisse: “Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo”.

CRISI
Crisi economica che ricordiamo non riguarda solo i Paesi africani o poveri. Solo in Grecia è spaventosamente aumentato il tasso di mortalità infantile. Una sorte di strage degli innocenti: è stato infatti registrato un +43% di mortalità infantile dopo i tagli alla sanità. Fecero scalpore le cifre pubblicate da The Lancet che spiegò la mortalità infantile appunto quasi raddoppiata (aumento del 43 per cento come sopra), e il numero dei bambini nati sottopeso cresciuto del 19 per cento, per non parlare di quelli nati bimbi nati morti (+20 per cento). La sanità pubblica diventata una chimera.

SCANDALO
Per Papa Francesco tutto questo è uno scandalo contro cui si scaglia duramente: “Quante volte vediamo i poveri nelle discariche a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo, per trovare qualcosa di cui nutrirsi o vestirsi! Diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo. Giudicati spesso parassiti della società, ai poveri non si perdona neppure la loro povertà. Il giudizio è sempre all’erta. Non possono permettersi di essere timidi o scoraggiati, sono percepiti come minacciosi o incapaci, solo perché poveri”. Sembra di risentire Papa Giovanni Paolo II quando tuonò contro la mafia nella valle dei Templi.

E il tunnel della miseria, come lo chiama Francesco, non è meno letale del tunnel della mafia. La violenza del sopruso per ora ha la meglio.

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