Cosa si nasconde dietro i minibot?

Politica

Nel contratto di governo tra Lega e Cinquestelle ci sarebbero anche i cosiddetti minibot, ovvero titoli che il Governo Italiano emetterebbe per saldare i debiti complessivi dello Stato nei confronti delle Imprese, circa 65 miliardi.

Ma che cosa sono questi fantomatici minibot? E cosa c’è dietro? Con molta prudenza, gli esponenti della Lega hanno lanciato il cosiddetto sasso nello stagno, annunciando l’emissione dei minibot e aspettando le reazioni.

All’annuncio è seguito un diluvio di critiche, che ha costretto il Governo, almeno temporaneamente, a fare marcia indietro.
La reazione del Governatore della BCE, Mario Draghi, è stata la più interessante e quella che consente di dare una risposta all’interrogativo di cui sopra.
Draghi ha detto che i minibot, o sono nuovo debito, o sono moneta parallela e quindi illegali.

La prima ipotesi, cioè che i minibot siano nuovo debito, è la più tranquilla. C’è già, infatti, la minaccia da parte della UE di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia per indebitamento eccessivo, per cui i minibot andrebbero semplicemente ad aggravare sotto questo profilo la posizione dell’Italia.

La seconda ipotesi, cioè che i minibot siano una vera e propria moneta parallela, suscita interrogativi inquietanti.
L’Italia, aderendo al Trattato istitutivo dell’Euro, come moneta comune europea, ha devoluto la propria sovranità monetaria ad organismi internazionali, quali il Parlamento Europeo, la Banca Centrale Europea etc..
Questa devoluzione di sovranità da parte della Repubblica Italiana deve essere considerata definitiva, senza ritorno? Come diceva Mario Draghi, l’Euro è irreversibile?

Sarebbe così, se la Repubblica Italiana fosse confluita in una ipotetica RFE – Repubblica Federale Europea, rinunciando definitivamente a parte o a tutta la propria sovranità.
Invece, l’adesione all’Euro ha semplicemente la forza vincolante di un trattato internazionale. E i trattati, finchè sono vantaggiosi lo stato contraente li mantiene, se non lo sono più, li rinegozia o addirittura ne recede.
Che trattato è mai questo dal quale l’Italia non può recedere, riprendendosi la sua sovranità monetaria? Più che un contratto convenzionale tra stati, sembra una prigione, con il boia, che è pronto lì con l’ascia a tagliare la testa ai poveri condannati.

di Francesco Tallarico

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