Gay e leghista, parla La Morgia: “Accolto da Salvini e discriminato dagli Lgbt”

Interviste

Lega partito omofobo? Da quando Matteo Salvini ha deciso di andare al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona nel marzo scorso per difendere la famiglia naturale e il diritto dei bambini ad avere il papà e la mamma, e di utilizzare i simboli religiosi nei suoi comizi, sono partiti gli anatemi dal cosiddetto mondo Lgbt che ha accusato il leader del Carroccio, oltre che di razzismo e xenofobia anche di essere omofobo e di odiare le persone gay. Niente di più falso come ci spiega in questa intervista Umberto La Morgia, esempio evidente di come si possa militare nella Lega pur essendo omosessuale e senza per questo subire alcun tipo di discriminazione, se non quella di chi considera inaccettabile che un gay dichiarato possa fare politica nel partito di Salvini.  La Morgia ha trenta anni, è romano, si occupa di innovazione e nuove tecnologie, vive da solo un anno a Bologna ma nonostante ciò è stato il più votato della Lega a Casalecchio di Reno (BO) il 26 maggio scorso alle amministrative ed è stato eletto consigliere comunale. Lo Speciale lo ha intervistato.

Perché ha scelto di candidarsi con la Lega di Matteo Salvini?

“Perché ritengo sia il partito che meglio rappresenta gli interessi reali degli italiani e dei più deboli in particolare”.

Anche gli omosessuali?

“Certo. Anche se non si tratta di una “categoria” debole oggi, tutt’altro. La Lega mi ha convinto soprattutto per lo sguardo che ha in campo sociale ed ha il grande merito di portare avanti tante battaglie di buonsenso in maniera non-ideologica”.

Però il leader della Lega non è amato dal mondo Lgbt. Questo non la mette in imbarazzo?

“No. Chi non lo ama non lo conosce”.

Ma lei si sente o no parte del mondo Lgbt?

“I movimenti LGBT sono gruppi di pressione politicizzati che non mi rappresentano. Non mi riconosco né nello stile, né nei contenuti di certe loro rivendicazioni”.

Le piace la Legge Cirinnà sulle unioni civili? C’è chi vorrebbe abolirla, è d’accordo?

“Una legge sulle unioni civili andava fatta. Sull’apertura ad adozioni e filiazione sono in disaccordo”.

Uno dei punti che ha più indignato le associazioni gay è stato il mancato riconoscimento della stepchild adoption, ovvero la possibilità per una coppia dello stesso sesso di poter adottare il figlio biologico di uno dei partner. Lei l’avrebbe inserita?

“Il punto è che credo sarebbe stato principalmente un cavallo di Troia per poi legalizzare qualunque tipo di adozione e la pratica dell’utero in affitto in Italia”.

Cosa pensa della maternità surrogata?

“Penso sia una violenza nei confronti sia della donna sfruttata che del bambino in un certo senso mercificato. Questo non è progresso. Questa non è innovazione”.

A Roma sono stati affissi dei manifesti contro l’utero in affitto da parte dell’Associazione Pro Vita con tanto di carrello del supermercato con il bambino dentro. Anche lei pensa che sia come trasformare il neonato in un prodotto da supermarket?

“L’immagine è sicuramente forte e provocatoria, ma se ha destato scandalo, a mio avviso dovrebbe suscitare più scandalo il silenzio delle femministe su questo tema”.

Le ha arrecato disturbo la presenza di Salvini e del ministro Fontana al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona?

“No, semplicemente perché tutti noi siamo nati da una famiglia naturale e non ci trovo niente di male che lo Stato sottolinei l’importanza di coloro che generano la vita, visto che l’Italia è un Paese che ha poca natalità e questo non giova al Sistema-Paese”.

E vedere sventolare crocifissi, vangeli e rosari dal leader della Lega nei comizi? Neanche questo l’ha disturbata?

“Non mi ha destabilizzato un Ministro che ha preso in mano un rosario, semmai mi ha sconcertato la posizione di una Chiesa che non sembra più interessata a difendere sé stessa e mi sembra a volte autolesionista. Che Salvini in questo momento sia l’unico che porti avanti i temi identitari dovrebbe far riflettere molti”.

Ma per la Chiesa non è facile sostenere un leader che chiude le porte agli immigrati. Non trova anche lei?

“Salvini non chiude le porte agli immigrati, le chiude agli irregolari e a coloro che fanno business sulla pelle di disperati che se potessero resterebbero volentieri nei loro Peasi d’orgine. Per la Lega l’immigrazione regolare e la vera integrazione è un valore. Salvini ha salvato la vita di migliaia di persone fermando gli sbarchi incontrollati”.

Nella sua vita è stato mai discriminato per il suo orientamento sessuale?

“Direi il contrario. C’è un pregiudizio positivo ormai. Questa è la mia esperienza. Tendenzialmente sei benvoluto pressoché ovunque e risulti facilmente simpatico se sei omosessuale. Almeno fino a quando….”

Fino a quando?

“Fin quando non dici che sei della Lega e a quel punto apriti cielo… diventi un mostro, una persona sbagliata, insomma ti discriminano se non sei di sinistra”.

Perché?

“Perché per il mainstream avere una sessualità diversa dall’etero sarebbe incompatibile con certe appartenenze politiche, soprattutto di destra, se di destra si può parlare nel caso specifico della Lega che direi che è molto al di là dei vecchi concetti di destra e sinistra. Per lo stereotipo del politicamente corretto devi essere per forza di sinistra, devi odiare la Chiesa, devi considerare Salvini omofobo, razzista, fascista, xenofobo, non puoi dissentire dalla linea delle organizzazioni Lgbt etc. Se la pensi diversamente in pratica sei un marziano e non hai diritto di parola, ma fortunatamente noto che tante persone libere si stanno svegliando e non ci stanno più ad essere strumentalizzate né ad accettare il pensiero unico su questi temi. La rivoluzione del buonsenso avanza”.

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