Rave all’Università, non ci sono più i collettivi di una volta e neanche i rettori?

Politica Società

Il ministro Salvini è stato durissimo: perché si tollera comunque questo genere di festicciole? Il rettore de La Sapienza, dove ha avuto luogo il rave in cui ha perso la vita un ragazzo di 26 anni, dice di non tollerare proprio un bel niente ma in rete ci sono numerosi filmati relativi ad altri rave e l’indignazione social cresce.

Ma è Fabrizio Roncone per il “Corriere della sera” a scrivere quello che tutti stanno pensando: “Neanche i collettivi studenteschi non sono più quelli di una volta, certo niente è più come una volta, e nemmeno a stargli a spiegare la magnifica creatività degli Indiani Metropolitani di quarant’ anni fa; preistoria, non capirebbero che dentro c’ era molta politica e niente del business al quale loro sembrano invece essere piuttosto sensibili”.

La verità è il caos totale.

Scene di follia, masse di giovani che più che studiare vogliono divertirsi all’Università? Voci raccolte fuori dall’Università di Chimica, dicono che “quando fai festa gigantesca, e devi trovare le casse acustiche e tutto l’ occorrente sì, magari può pure darsi che devi chiedere aiuto a qualcuno e che quel qualcuno voglia essere pagato”. Ma è tollerabile tutto questo? Che ci siano estranei con cui rapportarsi per usufruire di un posto pubblico destinato a ben altre attività? Ed è normale morire per una festa che non doveva esserci?

Ma di tutto l’articolo, c’è una parte dell’intervista al Rettore che lascia perplessi. “Il cancello pedonale, venerdì notte, era aperto?” chiede Roncone? E cosa avrebbe risposto il Magnifico Rettore, come riportato nel pezzo: “Io sono un rettore, non uno sceriffo”.

Quindi chi ha la responsabilità più di chi e di cosa? E’ legittimo farsi la domanda… Certo, stando a Wikipedia, senza andare troppo in là, le funzioni dei rettori sarebbero queste: 
“Al rettore sono attribuite la rappresentanza legale dell’università, le funzioni di indirizzo, iniziativa e coordinamento delle attività scientifiche e didattiche, nonché la responsabilità del perseguimento delle finalità dell’ateneo secondo criteri di qualità e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, trasparenza e promozione del merito. Il rettore propone al consiglio di amministrazione il documento di programmazione triennale, il bilancio di previsione annuale e triennale e il conto consuntivo, oltre alla nomina del direttore generale; emana con decreto gli statuti ed i regolamenti di ateneo ed i regolamenti interni delle sue articolazioni organizzative (dipartimenti ecc.); ha l’iniziativa dei procedimenti disciplinari e svolge ogni altra funzione non espressamente attribuita dallo statuto ad altri organi. Il rettore è membro di diritto del senato accademico e del consiglio di amministrazione; la presidenza di quest’ultimo può essere attribuita dallo statuto al rettore o ad un membro eletto in suo seno tra i componenti esterni all’università. La legge 240/2010 nulla dispone circa la presidenza del senato accademico; gli statuti vigenti l’attribuiscono al rettore”.

Chissà chi ha ragione. Fatto sta che la faccenda va sistemata e in fretta.

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