Vicenda Alex, parla Meluzzi: “E’ una guerra contro l’Italia”

Interviste

Sono sbarcati i migranti della nave Alex della ong Mediterranea ormeggiata nel porto di Lampedusa. La barca a vela era arrivata in porto scortata da un gommone della Guardia costiera e una motovedetta della Guardia di Finanza. Alex aveva dichiarato “lo stato di necessità ” a bordo e deciso di forzare il blocco imposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il capitano sarebbe ora indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il veliero sarebbe stato posto sotto sequestro.  Per Matteo Salvini ormai l’Italia sarebbe in presenza di veri e propri “atti di guerra” contro il governo. Prima la Sea Watch, adesso la Alex. E’ dello stesso avviso anche lo psichiatra, scrittore e criminologo forense Alessandro Meluzzi intervistato da Lo Speciale. 

La parola guerra è tornata d’attualità: la evocano le ong parlando degli attacchi del ministro Salvini, ma anche il titolare del Viminale in riferimento ai reiterati tentativi di forzare i blocchi delle autorità da parte delle stesse ong. C’è veramente una guerra e chi la sta facendo?

Mi sembra ormai ovvia l’esistenza di un piano preordinato, ostile e rivolto contro la nostra sovranità nazionale. Un piano teso a dimostrare che l’Italia non sarebbe in grado di determinare la difesa dei propri confini. Se questo principio dovesse passare, anche grazie al supporto di quella che io definisco la ‘colonna interna’ fatta di partiti, organizzazioni statuali, apparati dello Stato più o meno deviati e da una magistratura in parte ideologizzata, ci troveremmo di fronte ad un evento capace di scuotere alla radice la sovranità, la legalità e l’esistenza stessa delle frontiere italiane”.

Si cerca insomma di dimostrare che in Italia si può fare quel che si vuole in barba alle leggi?

Proprio così. Guardi, non voglio citare l’Australia dove queste navi sarebbero state mitragliate e nemmeno gli Stati Uniti d’America, ma restando in Europa è certo che né la Germania, né la Francia, né la Svizzera, né la Spagna socialista sarebbero capaci di tollerare una cosa simile. Ma non si tratta di azioni casuali o di tipo umanitario, ma di un predeterminato piano politico che ha registi, generali, organizzazioni, strateghi, e che vogliono colpire non soltanto il legittimo governo italiano ma la stessa identità dell’Italia”.

Salvini ha vinto le elezioni europee proprio in virtù delle sue politiche anti-immigrazione. C’è dunque anche il tentativo in questo modo di minare la credibilità e il consenso del leader della Lega?

“A queste centrali di cui parlavo sopra, non importa nulla degli interessi del popolo italiano e tantomeno di come gli italiani votano. Anzi, a questa Italia maggioritaria si sta cercando di togliere ogni illusione circa la possibilità di essere un vero e proprio Stato sovrano europeo”.

Il ministro si è detto pronto ad inasprire le sanzioni a carico delle ong che violeranno i divieti ed entreranno illegalmente nei porti italiani. Pensa questo basterà?

“Bisogna andare oltre e richiamarsi all’articolo 241 del codice penale che parla di attentato alla sicurezza dello Stato e alla sua integrità territoriale. Un reato gravissimo che nessun magistrato prima d’ora ha mai applicato. Non si tratta di multe. Se siamo in una situazione ‘di guerra’, e per me lo siamo eccome, è necessario ricorrere alle leggi che consentono di prevenire le condizioni stesse della guerra. Anche perché avrà visto come è facile risolvere il problema delle sanzioni. La colonna interna è pronta a mobilitarsi per raccogliere soldi. La storia insegna che è sempre esistita in tutti i conflitti una colonna interna pronta a giocare di sponda con le potenze straniere, attentando alla sovranità dell’Italia”.

Come giudica l’atteggiamento dell’Europa?

Mi pare sia schierata senza se e senza ma al fianco delle ong. O meglio, non l’Europa in quanto tale, ma la maggioranza che la governa. Un’Italia sovrana rischia di rappresentare un attentato allo strapotere franco-germanico e a quello bancario finanziario che in questo momento tiene in mano le redini della Ue. La sovranità italiana va dunque stroncata anche nell’ambito di una strategia europea. Stiamo rivedendo storie già andate in scena”.

In che senso?

“Nel senso che siamo in presenza di scenari geopolitici che si ripetono. L’Italia è minata nella sua sovranità perché non deve attentare ad una sorta di potere britannico-massonico e finanziario nel Mediterraneo, non deve limitare lo strapotere francese in quello che ritengono essere un loro protettorato, non deve interferire con il potere germanico che dalla guerra di Libia in poi si è andato progressivamente impadronendo della sovranità italiana. E’ il momento che gli italiani risorgano. Io mi trovo a Rimini, non so se è il caso di ripetere il proclama di Rimini di Gioacchino Murat, o parlare della grande proletaria di Pascoli che si è mossa: forse serve rievocare la carta del Carnaro di D’Annunzio o l’inno all’Italia di Manzoni. Comunque la si pensi, è arrivato il momento che gli italiani tirino fuori il cuore, la mente, ma soprattutto gli attributi”. 

 

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