Becchi su nomine Ue e ong: “Caro Salvini, sui migranti rischi effetto boomerang”

Interviste

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Sono due le partite che Matteo Salvini in questo momento sembra dover giocare: una interna sull’immigrazione con il continuo braccio di ferro con le ong che stanno mettendo in seria discussione l’efficacia del suo Decreto Sicurezza, mostrando al mondo come si possano bypassare divieti e restrizioni facendo prevalere le ragioni umanitarie sulla legalità; l’altra in Europa, dove sembra che i sovranisti siano stati messi definitivamente all’angolo con il rischio di non contare assolutamente nulla. Lo Speciale di tutto questo ha parlato con il filosofo sovranista Paolo Becchi, autore di Italia Sovrana.

Partiamo dalla situazione europea. Sembra che i sovranisti siano fuori dai giochi. La tanto sbandierata promessa di cambiare la Ue dall’interno è già fallita?

Non la metterei in questi termini. E’ vero che l’avanzata dei sovranisti è stata in parte contenuta, ma non c’è stato affatto il fallimento tanto decantato dai media. La maggioranza tradizionale composta da popolari e socialisti che ha sempre governato la Ue è venuta meno e per fermare i sovranisti si è reso necessario creare un fronte largo, aperto anche a verdi e liberali. Questa è stata l’unica condizione che ha permesso loro di poter continuare a governare in Europa. Non mi sembra una grande sconfitta sinceramente”.

Intanto però i sovranisti non hanno portato a casa nulla, neanche una vicepresidenza. Come si fa a non vedere in questo un segnale di grande debolezza?

“E che dire allora di tutti i candidati che erano stati presentati prima delle elezioni per guidare la Commissione europea e che sono stati tutti bruciati dai veti incrociati fra Merkel e Macron? Badi bene che la candidata designata per quel ruolo, la tedesca Ursula von der Leyen, sta incontrando molte resistenze nel Parlamento europeo che dovrà dare il via libera alla nomina. I socialdemocratici tedeschi non la voteranno e nemmeno i verdi, e pare non sia troppo gradita neanche nella stessa Cdu e nel gruppo dei popolari. Certo, i sovranisti avrebbero una grande opportunità di inserirsi nella partita e far saltare la candidatura, ma non mi pare lo stiano facendo. Eppure sarebbe la prima volta che un nome proposto dal Consiglio europeo non viene accettato dal Parlamento”.

Intende dire che Salvini non sta giocando bene la partita?

Io penso che Salvini avrebbe la capacità di tessere una buona rete di rapporti utile a sabotare questa candidatura in favore di un’altra che magari potrebbe avere anche il sostegno dei sovranisti. Non so se questo accadrà, ma credo che valga la pena provarci. Ho grande stima di Marco Zanni, il giovane capogruppo di Identità e Democrazia ma penso che questa partita il leader della Lega la debba giocare in prima persona sfruttando tutta la sua rete di contatti. Limitarsi a votare contro la tedesca senza aver nemmeno provato a sparigliare le carte, non mi sembra una mossa intelligente”. 

Intanto però la vicepresidenza del Parlamento europeo è andata ad uno del M5S e non ad un leghista. Che significa? Che i 5S ormai sono entrati nel sistema?

“Non è mai accaduto che una vicepresidenza dell’Europarlamento andasse ad un rappresentante dei non iscritti e al momento i 5Stelle non appartengono a nessuna famiglia europea. Qui bisogna dire che il premier Conte ha dato dimostrazione ancora una volta di grande scorrettezza nei confronti della Lega. Salvini ha sbagliato a dare mandato a Conte di rappresentare l’Italia al tavolo delle trattative, con il risultato che il Presidente del Consiglio dopo aver fatto ottenere la vicepresidenza di Strasburgo ad uno del M5S si appresta pure a dare il via libera alla von der Leyen. Ha già votato a favore nel Consiglio europeo dove persino la Merkel si è astenuta, proprio perchè consapevole delle divergenze presenti nel suo partito”.

Salvini forse è troppo preso dalle cose italiane, dal braccio di ferro con le ong?

Anche qui va detto che il leader della Lega ha sicuramente vinto le elezioni grazie alla sua politica sull’immigrazione e pure in assenza di un programma elettorale, ma adesso deve stare molto attento a non fare il gioco dei suoi avversari, rischiando di trasformare una come Carola Rackete in una martire, in un’eroina, in una specie di Antigone. Bisogna fare grande attenzione, anche perché ripetere che i porti sono chiusi quando i migranti continuano a sbarcare con le navi ong e con le carrette del mare, potrebbe rivelarsi controproducente. E’ vero che gli sbarchi sono diminuiti rispetto a prima grazie a Salvini, ma quanti sono stati i rimpatri?”.

Quindi che dovrebbe fare il ministro dell’Interno?

Non so perché Salvini abbia voluto tenere in piedi il governo, avrà avuto le sue buone ragioni, ma adesso deve farlo funzionare. Sull’immigrazione manca un accordo complessivo nel governo come dimostra questa continua contrapposizione con il ministro della Difesa. Il consenso non è più stabile come una volta, ma è come i titoli di borsa che salgono e scendono con grande rapidità. E poi basta parlare solo di migranti. La Lega ha un’altra grande partita da giocare, quella dell’autonomia. Due regioni del nord hanno votato con un referendum per ottenere un’autonomia differenziata che la Costituzione gli riconosce. Eppure il Consiglio dei Ministri non fa che rinviare l’argomento. E allora molti si chiedono: perchè tenere in piedi il governo a queste condizioni e senza prendere decisioni? Il M5S ci ha già perso molto, ma ora rischia di perderci anche la Lega”.

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