Soldi russi alla Lega, parla G.Chiesa: “Trovo una certa leggerezza”

Interviste

“Possono cercare i soldi in Russia, ma non li troveranno. Noi di denaro ne abbiam poco, ma io voglio l’affetto e la fiducia degli italiani”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini durante un comizio in cui è tornato a smentire finanziamenti russi al suo partito. Il caso è nato dalla diffusione dell’audio di un incontro fra Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia e ritenuto vicino alla Lega, pubblicato il 10 luglio da una testata statunitense, Buzzfeed, avvenuto in un albergo a Mosca alla presenza di altri due italiani e tre russi non identificati. Nell’audio Savoini manifesterebbe la volontà di stringere ulteriormente i rapporti fra l’Europa e la Russia, attraverso una vittoria dei sovranisti alle europee del 26 maggio, vittoria che poi non c’è stata. Si parlerebbe anche di un grosso finanziamento per la Lega derivante da un’operazione commerciale che avrebbe visto coinvolta l’Eni. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di corruzione internazionale indagando Savoini. Il Pd e le opposizioni hanno chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta, mentre Salvini nega di aver mai saputo di quell’incontro e di aver dato mandato a Savoini, che dunque se saranno confermati i fatti, avrebbe agito in totale autonomia. Ma la situazione è davvero così grave o si tratterebbe di un grande bluff? Lo abbiamo chiesto al giornalista Giulietto Chiesa, direttore di Pandora Tv che conosce molto bene la Russia e le sue strategie geopolitiche.

Secondo lei questa vicenda è un complotto contro Salvini e la Lega reduci dal successo delle elezioni europee?

“Non parlerei di complotto, piuttosto di grande leggerezza da parte dei protagonisti. Il mondo si sa è pieno di astuzie e chi fa politica è strettamente sorvegliato, specie quando va a Mosca. Probabilmente qualcuno stava già sulle tracce di Savoini in virtù del suo essere amico dei russi ed esponente della Lega, così lo ha seguito anche in quell’albergo registrando e diffondendo l’audio dell’incontro con il chiaro intento di smascherare lui e gli altri presenti, italiani e russi”.

Ma chi ha avuto secondo lei interesse a divulgare l’audio dell’incontro?

E’ l’aspetto più curioso della vicenda. Salvini a questo punto dovrebbe chiedersi chi è il suo nemico. Sicuramente i russi non avevano alcun interesse a far scoppiare questo presunto scandalo, quindi bisogna guardare altrove”.

Dove?

Guardi, io non ho naturalmente elementi concreti che possano supportare una tesi, ma facendo due più due non è difficile risalire ai presunti responsabili. Salvini, non è un mistero per nessuno, si è spesso distinto come il più convinto sostenitore in Italia di un’alleanza più stretta con la Russia. Poi però ha preso l’aereo, è volato negli Stati Uniti ed ha dichiarato la sua assoluta fedeltà agli Usa e in particolare al presidente Trump. Ma noi continuiamo a dimenticare che l’America non è soltanto Trump, ma è tante cose insieme, e soprattutto è quello che viene definito ‘lo Stato profondo’ che da due anni sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi contro il Presidente. Questa entità è molto potente perché contiene tutta una serie di realtà legate al mondo dei servizi segreti, alle banche, ai colossi finanziari, ai grandi media. E’ chiaro che, nel momento in cui il rappresentante di uno Stato estero va a giurare fedeltà a Trump, diventa un sicuro obiettivo per i suoi avversari. In questo caso i nemici di Trump sono anche i nemici di Putin che vorrebbero demolire la Russia, cosa che invece il Presidente Usa non vuole. Quindi capisce bene come questa storia consenta loro di ottenere due risultati con un colpo solo”.

C’è però chi dice che a far scoppiare lo scandalo possano essere stati i russi, proprio dopo che Salvini è andato in America e ha giurato fedeltà a Trump. Il leader della Lega sarebbe diventato un traditore agli occhi di Mosca. Non potrebbe esserci anche questa chiave di lettura?

Non credo proprio, e lo dimostra il viaggio di Putin a Roma. Il presidente russo è un uomo realista e sa perfettamente che i gradi di libertà dell’Italia per ciò che riguarda la sua politica estera sono molto limitati in virtù dell’appartenenza alla Nato. Al premier Conte e al ministro Salvini ha espresso apprezzamento per il desiderio di acquisire una maggiore sovranità rispetto al contesto europeo, ma non si è fatto illusioni, invitandoli a fare ciò che è concretamente nelle loro possibilità. Putin sa misurare le forze e quindi non si è mai aspettato da Salvini dirompenti dichiarazioni di fedeltà a Mosca”.

Come avrà visto le opposizioni stanno cavalcando la vicenda chiedendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta. E’ giusto che si vada fino in fondo o è tutta speculazione?

“Come detto la cosa più grave qui è la leggerezza dei protagonisti. Premesso questo, la storia italiana del dopoguerra è una storia di finanziamenti esteri ai partiti. L’Unione Sovietica finanziava il Partito Comunista italiano e questo lo sanno tutti, come tutti sanno che l’America dal 1946 ha finanziato i partiti anticomunisti. Nessuno può chiamarsi fuori da quel sistema. All’epoca però si finanziavano i partiti e questi in cambio svolgevano un ruolo politico. Se oggi un partito italiano si presenta a Mosca e chiede un finanziamento, è ovvio che si pone in una condizione di sudditanza e limita fortemente la sua libertà di azione. Tutti quelli che pongono il problema della sicurezza nazionale, dovrebbero però a loro volta dimostrare di essere liberi da qualsiasi influenza proveniente dagli Stati Uniti. Qui il problema non è soltanto legato ai soldi che si possono o meno ricevere, ma è soprattutto quello della pressione internazionale cui i governi sono sottoposti e che di fatto porta a cedere all’estero le prerogative stesse dello Stato. Qui c’è un dato di fatto: fino ad oggi dichiarazioni di vicinanza alla Russia le ha fatte soltanto la Lega, mentre tutti i partiti hanno dichiarato fedeltà agli Stati Uniti e all’Alleanza Atlantica. E allora mi chiedo: quanto queste dichiarazioni di fedeltà sono realmente a titolo gratuito e libere da condizionamenti?”.

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