Parla Marco Zanni (Lega): “Vi spiego il no a Ursula. M5S senza bussola”

Interviste

Ursula Von der Leyen è stata eletta dall’Europarlamento, Presidente della nuova Commissione europea anche se per pochi voti. Decisivo il supporto degli eurodeputati grillini che hanno in parte compensato le defezioni in casa socialista, dove i socialdemocratici tedeschi non hanno votato per la loro connazionale. In Italia gli unici a votare contro sono stati i parlamentari della Lega, mentre tutti gli altri, dal Pd a Forza Italia fino ai 5Stelle si sono espressi a favore. E questo naturalmente ha creato nelle ultime ore nuove tensioni all’interno della maggioranza gialloverde. Lo Speciale ne ha parlato con il presidente dell’eurogruppo Identità e Democrazia (il gruppo dei sovranisti ndr.), il leghista Marco Zanni. 

Ursula Von der Leyen è stata eletta presidente della Commissione europea. Il vostro gruppo, Identità e Democrazia, ha votato contro la ratifica della nomina. Perché è stato impossibile trovare una convergenza sul suo nome?

“Per noi della Lega e per l’intero gruppo ID è stato impossibile appoggiare Von der Leyen per una serie di ragioni che vanno dal programma al merito di alcuni temi, peraltro affrontati dalla candidata durante il suo discorso in Plenaria a Strasburgo. Non ci piace dare il nostro consenso a chi ci vuole riproporre le ricette utilizzate a Bruxelles dagli esecutivi precedenti. Hanno già prodotto pessimi risultati e conseguenze drammatiche sulla vita dei cittadini, come potremmo associarci a chi intende lasciare l’Europa al punto in cui era?”

Il Movimento 5 Stelle ha votato a favore e i suoi esponenti si sono pure vantati di essere stati determinanti. Come giudica questa decisione?

“Anche alla luce della mia esperienza a Bruxelles nella scorsa legislatura, il tema della decisione presa dai 5 Stelle a mio avviso rientra nella assenza di una linea chiara sulle politiche europee da parte della compagine grillina. Il voto a Von der Leyen si inserisce perfettamente in questo quadro di confusione”.

Pensa che dietro la scelta dei 5 Stelle, un tempo anti europeisti e anti euro, vi sia l’ennesima presa di distanza dai sovranisti (e dalla Lega in particolare) o soltanto l’illusione di poter ottenere concessioni e un atteggiamento meno ostile dalla nuova Commissione Ue? O addirittura il tentativo di accreditarsi in futuro come gli interlocutori privilegiati di Bruxelles?

“Non è un mistero che il Movimento 5 stelle a Bruxelles abbia avuto difficoltà nel costituire un gruppo politico. E’ probabile che sulla scelta del sì a Ursula von der Leyen abbia giocato un ruolo anche il desiderio, da parte loro, di accreditarsi in un ambiente che finora ha dimostrato di emarginarli come forza politica (attualmente siedono tra i banchi dei Non Iscritti, ndr). La Lega, a differenza del Movimento 5Stelle, ha voluto fare una scelta di coerenza. Gli italiani alle Europee ci hanno dato un mandato molto chiaro e noi rispondiamo e risponderemo solo a loro del nostro operato. Chissà se dopo le recenti mosse, varrà ancora lo stesso per i colleghi grillini”.

Il direttore de Il Tempo Franco Bechis ha detto: “Il fatto che a guidare la Ue sia un ministro della difesa tedesca, mi mette i brividi”. Condivide questo timore?

“Non credo che il fatto di essere alla guida di un ministero come quello della Difesa ed essere tedesca possa essere dirimente. Il nostro no alla candidata è stato il frutto di altre valutazioni, che senz’altro prescindono dal precedente incarico di Von der Leyen nel governo della Germania”.

Silvio Berlusconi è tornato a ribadire che lavorerà in Europa per superare l’alleanza fra popolari e socialisti, in favore di uno spostamento più a destra del Ppe con una nuova alleanza con liberali, conservatori e anche i sovranisti come Salvini. Anche secondo voi il leader forzista si illude, o ritiene ancora possibile un simile scenario?

“Sull’atteggiamento del Ppe attendiamo segnali positivi. E’ chiaro che se le parole di Berlusconi dovessero trovare un riscontro concreto, non saremmo certo noi a chiudere la porta. Per ora però facciamo fatica a credere a questa volontà di spostamento a destra: le linee programmatiche della Commissione a guida Von der Leyen , votata dallo stesso Berlusconi, sono chiaramente il segnale di uno sbilanciamento a sinistra. Ma la legislatura è ancora lunga, vedremo”.

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