Rousseau, parla Vittorio Sgarbi: “Il vero voto sarà su Grillo”

Interviste

Urne telematiche aperte dalle ore 9 sulla Piattaforma Rousseau dove gli oltre 100 mila iscritti e militanti del Movimento 5 Stelle saranno chiamati a pronunciarsi sull’alleanza col Pd e la nascita del governo giallorosso. Stavolta il quesito non lascia adito a dubbi, visto che agli iscritti è chiesto espressamente di pronunciarsi, con un sì o con un no, alla proposta di siglare un accordo  con il Partito Democratico per un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Cosa potrà accadere? Il risultato mai come stavolta è fortemente incerto, e lo dimostrano gli appelli a poche ore dall’inizio delle votazioni (si concluderanno alle 18) del premier incaricato Giuseppe Conte e di Beppe Grillo. Ne abbiamo parlato con il parlamentare Vittorio Sgarbi al quale abbiamo chiesto di fare un pronostico.

Vinceranno i sì o i no all’accordo Pd- M5S e alla nascita del governo Conte 2.0?

“Conoscendo i 5 Stelle mi verrebbe da dire a naso che vinceranno i no. Questo perché, fino alle scorse settimane, il Pd era percepito come il nemico numero uno, una sorta di male assoluto, come il partito degli inquisiti e degli arrestati, e mi sembra strano che il giudizio possa essere cambiato in così poco tempo. Poi se fossi un elettore del M5S preferirei tornare subito al voto, perché se si votasse oggi il Movimento prenderebbe molti più voti di quelli che avrebbe in futuro dopo aver governato con i dem. Poiché sono certo che il voto non sarà manipolato, nè truccato, se dovessi scommettere direi che vinceranno i no. a meno che….”

A meno che?

“A meno che l’intervento di Beppe Grillo non sia stato così convincente e persuasivo da aver fatto cambiare repentinamente idea alla maggioranza degli iscritti che io non conosco, non so come ragionino e quanto possano essere facilmente suggestionabili. Il dato interessante in questa vicenda è la spaccatura che si è creata fra Grillo e Davide Casaleggio contrario all’accordo. Stasera capiremo se la base del Movimento sta con Grillo o con la coppia Di Maio-Casaleggio”.

Che effetto le ha fatto sentire Grillo invocare l’accordo con i dem e definirlo un momento storico, lui che ha sempre identificato il Pd con la casta e come il partito degli affari e dei privilegi?

“Quello che pensa o dice Grillo mi interessa poco. Ciò che mi incuriosisce è vedere se è ancora lui il capo effettivo dei 5 Stelle. Se vinceranno i sì vorrà dire che ha ancora la forza e l’autorità per determinarne i destini. Significherà che ha ancora sull’elettorato pentastellato una capacità di persuasione tale da riuscire a fargli digerire ogni cosa, anche l’alleanza con una forza politica come il Pd che sta cercando di fare man bassa di poltrone, riproponendo nomi già visti e sperimentati come Padoan. Ad ogni modo la fotografia che ne uscirà sarà quella di un Movimento spaccato”.

Se nascerà il governo giallorosso pensa che potrà durare fino all’elezione del Presidente della repubblica nel 2022 come ritiene qualcuno?

“Un’ipotesi del genere mi sembra in contrasto con il progetto del M5S di dimezzare il numero dei parlamentari. Mi sembrava fosse questo l’obiettivo principale dei grillini, non di eleggere un uomo del Pd al Quirinale. A meno che Grillo non li convinca a digerire anche questo. Ma sarebbe la loro fine. L’alleanza col Pd sarà nociva. Per questo dico che se vogliono salvarsi non hanno altra strada che tornare subito al voto”. 

 

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