Giuramento governo e Mostra del Cinema di Venezia: le coincidenze…

Politica

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E’ fatta. Il matrimonio Pd e 5stelle è avvenuto e il giuramento si è concluso nel salone delle feste del Quirinale. L’esecutivo Conte bis è in carica.

Dopo aver giurato uno a uno nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, leggendo la formula di rito, i 21 ministri hanno scattato una foto con il Capo dello Stato, che poi ha voluto farsi immortalare anche con le sette ministre. La scena poi è la classica: l’abbraccio dei parenti, i membri del nuovo esecutivo che si sono spostati nel salone adiacente insieme a Mattarella per un piccolo rinfresco.

Ma non è sembrato anche a voi per giorno di stare a Hollywood? Il Trono di Spade in confronto è poca roba, qui abbiamo vissuto giorni di delirio, di crisi, di abbandoni e ritrovi, di schiaffi e carezze da far incollare davanti al televisore milioni di signore sognatrici. C’è stato un divorzio, un nuovo incontro, e tanto amore perso e ritrovato. Il tutto condito da passione, parole forti e ripicche da vendette spietate.

Che poi il caso è strano. Nel giorno in cui va in scena il documentario di Chiara Ferragni, proprio allora a Roma si prepara il gran giorno del governo, con alcuni ministri che si potrebbero già premiare come i migliori attori protagonisti: Di Maio, Bonafede, Costa. Poi c’è l’attore non protagonista Davide Casaleggio. Il regista è di certo lui Conte. E c’è una colonna sonora di sottofondo che si sente in lontananza: Destra-Sinistra di Gaber.

Che così saggiamente canta:

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
Ma io dico che la colpa è nostra
È evidente che la gente è poco seria
Quando parla di sinistra o destra.

Il più bel discorso retorico? The winner is… il neo ministero degli Esteri Luigi Di Maio: “Buongiorno a tutti! Eccomi con la nuova squadra di ministri del MoVimento 5 Stelle. Pronti a dare il massimo per il Paese” scrive su Facebook postando una foto che lo ritrae con il resto della squadra dei ministri 5 Stelle che a breve giurerà al Quirinale.

“Un grazie di cuore ai ministri uscenti Danilo Toninelli, Giulia Grillo, Barbara Lezzi, Alberto Bonisoli ed Elisabetta Trenta. Grazie per lo straordinario lavoro che avete svolto in questi 14 mesi”, ha poi concluso l’appena eletto “Mister Di Maio”.

Eh sì, l’ultimo pensiero è questo: la satira ci salverà.

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