Parla Meluzzi: “Con nuovo governo torneranno migranti e mance dalla Ue”

Interviste

Il governo Conte 2 sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu ha ottenuto la fiducia del Parlamento e il premier, come primo atto, è subito volato a Bruxelles per ottenere garanzie dall’Europa su immigrazione, crescita e tenuta dei conti . “Sui flussi migratori dobbiamo superare il regolamento di Dublino- ha detto Conte – e c’è necessità che i rimpatri siano gestiti a livello europeo, non lasciati ai singoli Stati. Infine – ha chiarito il primo ministro – vanno sanzionati i paesi che rifiutano la redistribuzione dei migranti”. Discorsi in verità già sentiti più volte, ma che comunque non hanno scoraggiato il premier convinto di riuscire a portare a casa risultati concreti. Ci riuscirà? Non ne è convinto affatto Alessandro Meluzzi, psichiatra, scrittore e opinionista televisivo che in questa intervista spiega perché.

Come giudica le prime uscite di Conte in versione premier giallorosso?

Come era prevedibile la principale questione che sembra emergere più di tutte è quella dell’immigrazione. Questo governo, a mio giudizio, nasce soprattutto dall’esigenza di riaprire i porti. Non vedo sinceramente altre finalità rilevanti, nemmeno quelle che erano le bandiere etico-moralistiche del M5S come la riduzione del numero dei parlamentari, il blocco della Tav e della Gronda di Genova. Tutti argomenti passati in secondo e terzo piano”.

Anche lei pensa che questo governo sia nato unicamente contro Salvini e i suoi decreti sicurezza?

Mi pare evidente. L’azione politica e di governo del leader della Lega era quella di bloccare l’immigrazione per impedire il rischio di un’invasione afro-islamica dell’Italia e dell’Europa in favore di una vera e propria sostituzione etnica dei popoli occidentali. Ora questo governo invertirà nuovamente la tendenza come mi pare chiaro dalle dichiarazioni fatte dal premier Conte e da altri autorevolissimi esponenti della nuova maggioranza. Mi pare inoltre che i segnali ci siano tutti, dalla vicenda di Carola Rackete alle varie Ong in movimento verso l’Italia, per finire con gli appelli della Ue a riaprire i porti italiani”.

Però scusi, ieri Conte in Europa ha posto il problema della gestione dei rimpatri e ha fatto capire chiaramente che l’Italia non può essere lasciata sola. Forse con uno spirito più collaborativo e senza la politica del muro contro muro, non sarà più facile ottenere risultati?

Guardi che sono anni che Macron e la Merkel assicurano collaborazione. Hanno sempre detto all’Italia di accogliere gli immigrati con l’impegno poi ad una equa redistribuzione. Noi accettiamo così di far sbarcare tutti con la garanzia soltanto formale che il 25% resteranno sul nostro territorio, gli altri verranno distribuiti nel resto d’Europa. Il problema è che, per sfortuna nostra e per fortuna loro, una larga parte di popoli europei, ungheresi, polacchi, slovacchi, cechi e altri, non vogliono saperne di accogliere migranti. E’ evidente quindi, quanto rischi di essere del tutto falsa ed ipocrita la generosità globalista di Francia e Germania che saranno pronti a nascondersi dietro il dito della mancata collaborazione dei Paesi europei, ai quali lo spauracchio delle sanzioni fa soltanto il solletico. E gli immigrati resteranno tutti in Italia”. 

Enrico Letta ha proposto l’uscita temporanea dell’Italia dal Trattato di Dublino sulla gestione dei migranti, per convincere la Ue a ridiscuterlo. Può essere una via valida da percorrere?

“E’ una prospettiva del tutto fallimentare che non porta a niente. Cambiare i trattati europei è una pia illusione, quello di Dublino si chiede di modificarlo dai tempi di Letta, Alfano e via dicendo e sta ancora lì. Mi sembra grottesco continuare ad insistere su questo tasto, anche perché a parte l’Italia, non conviene a nessun altro Stato europeo rivedere quel trattato. Il capo del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale Al Sarraj ha detto che ci sono ottocentomila immigrati pronti a partire dalla Libia verso l’Italia. Molti si trovano già sul suolo libico, altri sono in attesa di spostarsi dal Sahel non appena da noi saranno maturate le condizioni per poter sbarcare nuovamente senza ostacoli. Mi space recitare sempre il ruolo della Cassandra e del profeta di sventura ma credo dovremo prepararci ad accogliere un esodo di proporzioni bibliche”.

Non crede che la nomina di Paolo Gentiloni a commissario per gli Affari economici possa esserci di aiuto?

Gentiloni penso sia una figura assolutamente trasparente, ricordiamo tutti l’accoglienza che riservò a George Soros quando venne in Italia, non si è capito bene a quale titolo,  proprio mentre si discuteva di regolamentare le attività delle Ong. Temo che la sovranità dell’Italia sarà ancora più calpestata. Auguro al conte Gentiloni Silveri da Macerata di poter mangiare buone lumache in Alsazia e buon cioccolato a Bruxelles, ma ritengo molto difficile che possa tutelare gli interessi italiani di fronte allo strapotere dell’asse franco tedesco che governerà la Commissione Ue nei prossimi cinque anni essendo lui stesso, a mio giudizio, un prodotto a denominazione macroniana”.

Lei vede tutto negativo, ma non è invece più realistico ipotizzare una maggiore fiducia da parte dell’Europa nei confronti del nostro Paese con la prospettiva di maggiori spazi di flessibilità sui conti pubblici?

“Certo, lo spread è calato improvvisamente appena Salvini è uscito dal governo, è tornato a salire quando sembrava che il governo giallorosso faticasse a costituirsi e si è ridotto al minimo oggi che l’esecutivo Pd- M5S voluto dall’Europa ha visto definitivamente la luce. Ma questo dovrebbe farci capire più di ogni altra cosa come questa sia tutta una grande commedia. In Europa vige da sempre il principio in base al quale agli amici tutto è concesso mentre per i nemici sono solo dolori, anzi conti salati. E’ chiaro che da adesso in poi i conti conteranno di meno e ci elargiranno pure qualche mancia mentre ci riempiranno di immigrati. Un baratto già visto in passato, ma sarà la classica mancia che si dà ai camerieri, anzi ai sotto camerieri, visto che anche i camerieri hanno comunque la loro dignità”. 

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