Scuola e Università. Cosa ha fatto il governo gialloverde? La speranza è ora nel Conte-2

Politica

Da pochi giorni si è insediato il nuovo governo giallo – rosso e già spuntano le prime polemiche. Ma il “governo del cambiamento”, quello dell’intesa Lega-5Stelle, cosa ha fatto per i giovani? Specialmente per il mondo giovanile, non ci sono state tracce di fondi strutturali, di investimenti solidi nelle scuole, nell’università, nella ricerca o nell’innovazione.

Per gli atenei e la ricerca sono stati destinati complessivamente solo 60 milioni di euro (40 milioni per il finanziamento base dell’università, 10 milioni per il finanziamento di altri enti di ricerca, 10 milioni per le borse di studio). Il Governo Gentiloni nel 2017, invece, aumentò il finanziamento delle borse di studio a 20 milioni. E’ chiaro che raddoppiare il finanziamento delle borse di studio permette a più studenti di avere la possibilità di vincerla.

I due partiti del Conte-1 hanno discusso e affrontato, non senza frizioni, la riforma del sistema pensionistico, i tagli agli assegni d’oro, il famoso reddito di cittadinanza, rivelatosi, prove alla mano, un flop; ma l’enfasi mediatica svaniva quando sul tavolo c’era la disoccupazione giovanile, anch’essa, vera e propria emergenza economica del Paese. E’ sufficiente guardare l’analisi dell’Istat di Aprile 2019, che registra un tasso di disoccupazione giovanile (15 – 24 anni) del 31,4%.

Tutto questo, conduce inesorabilmente ad una sfiducia dei giovani nei confronti della politica, iniziato non ieri.
Per recuperare la stima o far amare la politica da parte dei giovani, occorrerebbe rimettere al centro delle politiche la “questione giovanile”, come primo punto dell’agenda di governo.
Bisognerebbe favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con politiche economiche serie, anche attraverso investimenti in grado di aumentare la digitalizzazione, la specializzazione e l’intensità di capitale umano qualificato evitando la cosiddetta “fuga di cervelli”.

Nel giorno della fiducia per il Conte-2, il presidente del Consiglio ha affermato: “La sfida è sul piano interno, quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione escluse. Esse si concentrano molto sulle fasce giovanili, i giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento si rivelerebbe vano”.
Il futuro è una scommessa possibile: speriamo che il nuovo governo giallorosso sia in grado di soddisfare le aspettative dei giovani. Come affermavano i nativi americani: “Non abbiamo ereditato questo mondo dai nostri genitori, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli “.

di Angelo Sessa

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