#iusculturae, il Pd frena per paura di Salvini. Reazioni social

Politica

Pare che lo ius culturae per ora dovrà attendere. La nuova maggioranza giallorossa, pur ribadendo la volontà di approvarlo al più presto, non ritiene però maturi i tempi per aprire ora una discussione che nel Paese potrebbe dare luogo a “strumentalizzazioni politiche”.

Lo ius culturae prevede che possa ottenere la cittadinanza il minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro Paese entro il 12esimo anno di età, purché abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale.

Per Alessia Morani del Pd, sottosegretario allo sviluppo economico, sarebbe un errore aprire il dibattito in questo momento perché, spiega “Lo ius culturae è un principio sacrosanto, ma ora non sarebbe compreso, considerate le tossine di razzismo inoculate da Salvini. Aspettiamo giugno del 2020″. Insomma il timore è di offrire un’ottima arma di propaganda al leader della Lega che nei sondaggi, pur registrando un calo, sembra continuare a viaggiare nell’ordine del 30%. E l’immigrazione è un terreno minato per il nuovo governo, uno di quelli che potrebbe regalare punti preziosi al centrodestra.

Sulla stessa linea anche il capo pentastellato Luigi Di Maio che ospite di Massimo Giletti a Non è L’Arena ha detto: “Non è oggi una priorità. Giovedì riprende la discussione su una nuova legge sulla cittadinanza, ma siamo lontani dall’avere un testo base. Ora in commissione ci sono altre priorità come una nuova legge sul conflitto di interessi e il taglio del numero dei parlamentari che approveremo martedì”.

La cittadinanza agli stranieri può attendere. A spingere perché si faccia al più presto c’è una parte del Pd (leggi Matteo Orfini e Giuliano Pisapia) e Leu, mentre il resto della maggioranza preferirebbe soprassedere.

In attesa di cosa? Forse si spera che da qui a giugno il sentimento popolare cambi, il governo acquisti fiducia presso l’opinione pubblica, la Lega cali e si possa quindi tentare una discussione che non porti automaticamente il centrodestra a guadagnare voti.

Il 27 ottobre si vota in Umbria, poi sono previsti tutta una serie di appuntamenti elettorali, amministrativi e regionali, in inverno e nella prossima primavera, dove Pd ed M5S si giocano tutto e dove non sembrano disposti a concedere punti agli avversari, offrendo loro su un piatto d’argento la possibilità di sfruttare il tema dell’immigrazione e della sicurezza.

Quindi come già avvenuto con il precedente governo Gentiloni, molto probabilmente il tema slitterà in coda all’agenda delle priorità.

Tuttavia sui social la prudenza del Pd, ben interpretata dalla Morani, ha provocato reazioni discordanti e c’è chi accusa i dem di scrivere l’agenda politica in funzione di Salvini.

Ecco alcuni tweet in rete

 

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