Siria, l’esperto Margelletti: “Perché sconfitta curdi costerà cara alla Ue”

Interviste

La Turchia sta portando avanti l’offensiva contro i curdi nelle zone di confine con la Siria. L’aviazione turca ha ripreso stamani a bombardare aree a ridosso della frontiera. Lo riferisce l’Ansa citando come fonte la tv panaraba al Arabiya i cui corrispondenti sono collocati nella zona tra Qamishli e Tall Abyad. Sarebbe stata colpita l’area di Tall Abyad e di Ras al Ayn, epicentro dell’offensiva turca. Il governo di Ankara afferma di aver colpito 181 postazioni di presunti terroristi. Miliziani affiliati all’Isis intanto hanno attaccato nelle ultime ore forze curdo-siriane nella zona di confine con la Turchia. Abbiamo contattato in proposito un esperto di scenari geopolitici, ovvero il presidente del Centro Studi Internazionali Andrea Margelletti, già consigliere strategico del Ministero della Difesa per capire come il conflitto potrà evolvere e quali conseguenze ci potranno essere a livello internazionale.

Nell’attacco sferrato dalla Turchia di Erdogan contro i curdi c’è soltanto la volontà di regolare i conti con loro o c’è dell’altro?

No, il fatto è che i curdi dopo aver collaborato con gli Stati Uniti nella guerra contro l’Isis sono diventati particolarmente forti. La Turchia, che da sempre vuole ‘normalizzare’ i curdi, ha deciso di intervenire per timore che possano rafforzarsi ulteriormente”. 

Come va giudicato l’atteggiamento del presidente Trump che prima è sembrato dare semaforo verde all’offensiva turca prendendone subito dopo le distanze?

Trump non si è tirato indietro, in realtà ha soltanto precisato che non avrebbe ritirato i soldati Usa ma li avrebbe spostati. Che alla fine è la stessa cosa”.

Ma che interessi può avere il presidente Usa nel permettere ad Erdogan di annientare i curdi?

“Non ha nessun interesse. Per lui sono guerre incomprensibili e senza senso, ragione per cui non ritiene necessario mantenere una presenza militare in quel contesto”.

Perché abbandonare i curdi che a detta di tutti sono stati essenziali per battere l’Isis?

“Perché quando gli alleati non sono più utili smettono di essere alleati. Ma questa non è una caratteristica di Trump, anche altre amministrazioni Usa hanno agito seguendo la stessa logica”.

Gli occhi sono ora puntati su Russia e Iran. Pensa che arriveranno reazioni da parte loro?

Non ne vedo la ragione. Stanno già facendo tutto i turchi, perché dovrebbero partecipare altri attori? Certamente con la mossa di Trump, la Russia acquisterà un ruolo sempre più strategico nell’area mediorientale”. 

Sta dicendo che alla fine il destino dei curdi non interessa a nessuno e che tutto sommato Erdogan sta facendo una sorta di “gioco sporco” utile a tutti?

Gli unici che dovrebbero avere a cuore le sorti dei curdi siamo noi, visto che hanno combattuto per tutelare anche gli interessi europei. Li stiamo tradendo, perché non siamo seri e nemmeno coerenti. Il problema non è cosa faranno Russia e Iran. La vera domanda che tutti dovremmo porci è cosa sta facendo e farà l’Europa”

Cosa dovrebbe fare?

Qualunque cosa. I curdi combattono l’Isis, e l’Isis manda i terroristi in casa nostra a farci saltare in aria. Non ci sono soldati europei a combattere il Califfato, lo fanno i curdi per noi. L’Europa vuole stare sicura ma senza pagare il prezzo della propria sicurezza”.

Non basta condannare i raid turchi e minacciare il blocco dei finanziamenti europei ad Ankara? 

L’operazione militare è partita, l’azione diplomatica non serve a niente. Bisogna intervenire. Gli americani hanno detto che si sarebbero spostati da quella zona, un minuto dopo sarebbero dovuti partire almeno duemila soldati dell’Unione europea per sostituirli sul campo”.

Quindi un impegno militare vero e proprio?

Certo, se vogliamo la sicurezza nelle nostre città dobbiamo anche pagare un prezzo per averla”.

Come finirà?

Malissimo purtroppo. Da una parte ci sono i curdi che combattono con i fucili, dall’altra i turchi che schierano aerei e carriarmati. Come vuole che vada a finire?”

C’è da temere un genocidio curdo?

Certamente le truppe turche cercheranno di colpire il maggior numero di obiettivi possibili. L’azione militare prevede la distruzione del nemico, non ci sono altre finalità”.

L’Isis sta rialzando la testa. Teme che dovremo prepararci a nuovi attentati terroristici in Europa?

“Se molti terroristi dell’Isis fatti prigionieri dai curdi dovessero riuscire a scappare, verrebbero sicuramente in Europa. Tenga conto che molti sono europei, quindi tornerebbero a casa loro. I guai maggiori purtroppo saranno nostri ma non facciamo nulla per prevenirli, né per risolverli”. 

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