Grillo, dagli Illuminati agli Elevati. Ecco la nuova linea politica 5Stelle

Politica

Ma che razza di soggetto politico è mai diventato il Movimento5Stelle?
Dopo la festa partenopea che ha legittimato la concezione post-ideologica, liquida, la sensazione è che dell’utopia alla Rousseau di Casaleggio ci sia ormai ben poco.

Da tempo siamo in presenza di un partito “geneticamente modificato e modificabile”, dove il tutto coincide col niente e le posizioni cambiano a seconda degli interessi immediati e provvisori. A seconda, infatti, di quell’infinito-presente deciso a tavolino dal capo politico Di Maio, capace di retrocedere solo se a chiederglielo o a imporglielo è Grillo.
Grillo che ancora, e i fatti lo hanno dimostrato ampiamente, specialmente gli ultimi, conserva lo scettro di re indiscusso.

Il Guru ha provato a togliersi di mezzo, a indietreggiare, a fare il capo nobile, il padre, il padrino, l’arbitro, il garante. Poi, quando ha capito che rischiava di franare col suo sogno, dovendo scegliere se azzerare il suo giocattolo o rinnovarlo, si è convinto a rientrare nell’agone.

Dunque, ora ci saranno “i motivatori”, addirittura 80: stessa terminologia poltronesca usata anni fa da Berlusconi, il quale con evidente lessico da dna aziendale, in questo modo (organizzazione scientifica), tentò di risollevare Fi, ritardandone invece solo il tramonto.
E le idee che hanno legittimato i 5Stelle di lotta? No-Tav, No-Vax? Tutte al macero. L’unica battaglia rimasta in piedi è stata quella contro gli sprechi della casta. L’unico legame ideale col passato.
I parlamentari? Muggiscono, divisi tra l’essere sudditi del soviet, altro che democrazia diretta, e i pagamenti inevasi dei conti alla piattaforma e non solo.

Nemmeno le correnti sono rimaste. Fico di sinistra, Di Battista barricadero, Di Maio moderato, Paragone di destra, poi il partito romano, quello del Nord, i sindaci (tutti fallimentari) etc.
Nulla di fatto per il semplice dato che il partito stesso si è spostato da destra a sinistra. Oggi Di Maio governa la svolta “sinistra”, col Pd, il partito di Bibbiano, delle lobby bancarie e delle caste economico-finanziarie, tanto da svuotare proprio la sinistra interna, rendendola inutile.

Conserverà il grillismo2.0 qualche legge, parto del governo gialloverde? Al momento le frizioni col Pd, in sede di formulazione della Manovra, sulle tematiche economiche, sembrano proprio confermare questa volontà di non azzerare tutto. Mentre, al contrario, verranno rivoluzionati i paradigmi del populismo-sovranista, in primis, in materia di immigrazione, famiglia, diritti civili, sicurezza, rapporto con la Ue.

C’è chi dice che il Movimento si consumerà dall’interno, in molti non hanno accettato l’alleanza col Pd (totalmente forzata l’adesione sancita dalla piattaforma), e in tanti aspettano momenti migliori per mettersi di traverso.
“L’Inossidabile” invece, resiste e comanda. Addirittura ha rispolverato una comunicazione mistica che lo avvicina nuovamente a Silvio, l’Unto del Signore.

Dal “Corpo di Grillo”, ora agli “Elevati” (come da sua autodefinizione), moderna declinazione degli Illuminati, richiamo palesemente massonico, usato per giustificare una voglia di élite che non deve e non può, far rima con la casta.

Per due ragioni: Grillo si è accorto che i suoi non brillano in quanto a competenza. Del resto, non è una novità, la famosa classe dirigente da “elevare” langue. Secondo, ha dovuto benedire l’accordo con il Pd. E una mistica doveva pur trovarla, visto che la politica e l’arte della mediazione parlamentare, non erano sufficienti a far ingoiare il rospo agli elettori e ai militanti.

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