Zingaretti pronto a “rottamare” il Pd: “Possibile il cambio del nome”

Politica

Così non si va avanti. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti sembra deciso a spingere l’acceleratore sul rinnovamento del partito, ancora di più ora che è stato chiarito definitivamente che Matteo Renzi non fa più parte della squadra.

L’ex segretario è definitivamente fuori quindi non potrà più determinare i destini dei dem, nonostante alcuni suoi fedelissimi siano rimasti al Nazareno.

In un’intervista concessa a Radio Capital, Zingaretti non esclude la convocazione di un congresso nei primi mesi del 2020 per rilanciare l’azione politica. Il primo obiettivo sembrerebbe quello di cambiare lo statuto fermo da tredici anni, ma il segretario non chiude nemmeno la porta alla possibilità di dare un nuovo nome al Pd. “Daremo vita a un nuovo partito che si chiamerà Partito democratico o quello che decideremo” ha detto durante l’intervista.

Zingaretti sembra puntare sull’unità e la condivisione ripetendo più volte “se saremo d’accordo”, come a voler evidenziare che non intende essere una sorta di uomo solo al comando.

Di sicuro il leader dem non intende restare con le mani in mano o cambiare tutto perché nulla cambi.

Il segretario rilancia inoltre l’alleanza con il M5S anche a livello locale “perché quanto avvenuto in Umbria non può essere sufficiente per parlare di fallimento dell’esperimento”, ma sembra blindare in Emila Romagna la candidatura di Stefano Bonaccini. “Con lui si vince di sicuro” ha detto ai microfoni dell’emittente.

Sostegno leale al governo ma senza polemiche, e a Matteo Renzi manda a dire: “Basta litigare, sono convinto della sua lealtà e del fatto che voglia giocare una partita senza colpi bassi. Anche perché se il campo del centrosinistra continua a litigare come è avvenuto negli ultimi mesi, allora davvero gli elettori ci saluteranno definitivamente”.

 

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