Il Pd in Emilia va “a pesca” di #sardine. Così i dem inseguono la piazza

Politica

Lo hanno chiamato il movimento delle “Sardine”, ma si può definire a tutti gli effetti l’opposizione “spontanea” (anche se su questo sono molti a dubitare) a Matteo Salvini che va oltre il Pd.

Giovedì scorso dodicimila persone si sono radunate a Bologna per contestare il leader della Lega e ieri sera hanno fatto il bis a Modena dove, nonostante la pioggia battente,  sono stati circa settemila a ritrovarsi in Piazza Grande: sempre per manifestare contro Salvini presente in città per un appuntamento elettorale in vista delle elezioni regionali di gennaio.

Al grido di “Modena non si lega” le “sardine” hanno intonato Bella Ciao e hanno scandito slogan e cartelli anti-razzisti, anti-fascisti e anti-Lega.

“Grandi, anche a Modena una piazza piena di sardine, evviva” ha twittato il segretario del Pd Nicola Zingaretti che però ancora una volta è costretto ad interrogarsi su come un’iniziativa di protesta, una grande piazza figlia di una sinistra movimentista e antagonista, sia stata possibile grazie ad un’iniziativa nata spontaneamente in rete da studenti sicuramente riconducibili all’area della sinistra e dell’antifascismo, ma non da una mobilitazione dei partiti.

E adesso inevitabilmente per il Pd si apre il difficile dilemma di come dialogare con quella piazza e come sfruttare le potenzialità del movimento per vincere le elezioni in Emilia Romagna.

Mattia Santori, uno dei “leader” spiega: “Non pensiamo a candidature per le regionali. Il nostro è un messaggio di sostegno alla politica ed è rivolto ai cittadini. È un dito puntato contro noi stessi. Basta criticare e non fare nulla. Siamo degli anti-criticoni”.

Ma appare evidente come dietro questa rete si muova una sinistra delusa dall’inconcludenza dei partiti di riferimento, il Pd su tutti, una sinistra di popolo che, oltre a manifestare tutto il suo malcontento nei confronti del leader della Lega intende dare una sveglia a chi sembra non avere stimoli, armi ed entusiasmo per combattere la battaglia in Emilia Romagna apparendo quasi rassegnato alla sconfitta.

E a leggere i post in rete di autorevoli esponenti della sinistra italiana, sembra quasi di avvertire fra le righe dei commenti come un “sospiro di sollievo” per un’iniziativa che, costruita a tavolino come sostengono a destra, o assolutamente spontanea come invece ritengono a sinistra, ha suonato comunque la sveglia ad un Pd troppo chiuso nelle sue logiche interne, e più interessato a combattere i competitor alleati (vedi Renzi) che a costruire una vera alternativa popolare alla Lega e al centrodestra.

Ecco i tweet più significativi.

“ll movimento delle #sardine in Emilia Romagna: Dimostra che c’è una domanda politica che non trova un’offerta. Se queste piazze le avesse convocate il PD si sarebbero riempite? temo di no”, è il tweett della giornalista Claudia Fusani che sembra farsi una domanda e darsi una risposta. Ed è quello che alla fine, al di là dei toni entusiastici, sembrano pensare tutti.

Perché, organizzata o meno, la protesta dimostra che comunque a sinistra c’è sempre bisogno di una sveglia. Ieri i girotondi, oggi le sardine. E chissà se, come sostiene la destra, presto o tardi per il Pd non inizieranno a “puzzare”?

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